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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniTrasportiSu Moby e Tirrenia l´antitrust non sorprende
Silvio Lai 29 dicembre 2015
L'opinione di Silvio Lai
Su Moby e Tirrenia l´antitrust non sorprende


La decisione dell'autorità antitrust non deve sorprendere nessuno, perché rispetto a quando la pratica è stata avviata lo scenario è oggettivamente cambiato. L'autorità non poteva non prendere atto di due fatti maturati nelle scorse settimane: l'annuncio di Onorato dell’applicazione di tariffe più basse per l’estate e l'arrivo di un concorrente come Grimaldi sulle rotte da Olbia. Sono fatti importanti che hanno certamente modificato il quadro di concentrazione esistente. Un quadro di concorrenza ridotta e di mercato bloccato, per la possibilità di Tirrenia e Moby di sviluppare sinergie e di stabilire prezzi identici, anche perché in estate Tirrenia non è vincolata dalla convenzione con lo Stato. Tanto è vero che per ridurli è apparso sufficiente l’annuncio dell’armatore a Firenze.

Un quadro mutato che resta però fragile ed esposto a rischi di trust perché dipendente da fattori mutevoli. Se questi due fatti, avvenuti anche per le pressioni istituzionali e dell'opinione pubblica, nei prossimi mesi si confermeranno, a guadagnarci sarà innanzitutto l’economia turistica sarda e il diritto dei cittadini alla mobilità. Il fattore nuovo appare legato al costo del petrolio sceso da 100 dollari e 33 dollari al barile che ha influenzato la scelta degli armatori, sia Grimaldi che Onorato. Proprio il costo del carburante (che secondo Cin-Tirrenia arrivava a incidere per la metà dei 72 milioni di euro annuali) impediva una riduzione significativa delle tariffe negli scorsi anni, portando alla scelta della riduzione delle rotte per ottenere prezzi più bassi per passeggeri e merci, durante l'ultima verifica della convenzione al ministero.

Ed è in quella sede, dove c'è anche la Regione, prima dello scorso anno esclusa, che l’annunciata diminuzione dei prezzi dei biglietti deve essere discussa e sottoscritta, soprattutto se avviene per la riduzione dei costi del carburante e non per concessione dell'armatore. Infatti mentre Moby può ridurre i prezzi per volontà della sua amministrazione, Tirrenia è sottoposta ad una convenzione per la quale, in caso di riduzione dei costi di esercizio, i vantaggi vanno distribuiti sulle tariffe concordando le modalità con Governo e Regione. Un prezzo basso per Moby è una decisione autonoma, per Tirrenia no. In secondo luogo si dovrà valutare se avrà successo l’iniziativa della Grimaldi nelle nuove rotte sarde, che oggi pare possibile per la riduzione del prezzo del carburante e che guardiamo con attenzione e apprensione, consapevoli che si tratta di un impresa complessa di chi deve concorrere con chi riceve contributi pubblici e ha comprato navi in condizioni agevolate.

Proprio lì ha origine l'anomalia di questi ultimi 3 anni, in quella pessima privatizzazione della Tirrenia, con la quale ad un operatore sono state date delle navi gratis corredate di 72 milioni di euro l'anno, voluta in questo modo dal Governo di allora e nel silenzio, poco consapevole almeno allora, di chi guidava la Regione. Siamo al terzo anno di quella convenzione, che fra quattro anni sarà esaurita. Nei prossimi anni la convenzione, con il nuovo ruolo conquistato dalla Regione lo scorso anno, dovrà essere verificata costantemente perché gli impegni presi con le conferenze stampa si tramutino in atti formali. Tra quattro anni, conclusa questa fase e quando occorrerà cambiare modello anche per i nuovi obblighi europei, il compito di gestire la gara per gli oneri di servizio dovrà passare alla Regione, come avviene per quella aerea. In questo modo si dovrà e si potrà evitare che a decidere sull’economia sarda o sui diritti alla mobilità dei sardi siano altri e non la Regione.

*senatore Pd
24/6/2016
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