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Michele Pais 4 gennaio 2016
L'opinione di Michele Pais
Sui rifiuti si poteva e doveva fare meglio


Gli algheresi prendono atto, immagino per niente stupiti, dell'epilogo di questa triste storia che sin dalle origini era evidente fosse un pasticcio. L'Amministrazione, come suo solito, anche in occasione della mia ultima segnalazione e dettagliato accesso agli atti, ostentava sicurezza nelle procedure sperando di sistemare l'insistemabile. Eppure, l’iter accidentato e pasticciato del più importante appalto comunale, sia in termini economici (80milioni di euro) sia in termini di servizi essenziali su cui la nostra città si gioca le carte dell’ospitalità, potrebbe essere definito, parafrasando il titolo di un famoso romanzo, come la “cronaca di un annullamento annunciato”. Ma la presunzione unita alla ormai conclamata incapacità amministrativa di questa Giunta, sempre più attenta a dar fiato alle trombe della propaganda piuttosto che curarsi di risolvere i problemi della città, in silenzio e concretamente, ha provocato l’ennesimo danno che, ormai, viene difficile anche a numerare tanti ormai sono quelli che passerebbero in rassegna.

Alla mia puntuale richiesta di accesso agli atti, è stato opposto un rifiuto giustificato da impedimenti legislativi. Ma era evidente l’assoluto imbarazzo nel dover fornire alla città, per mio tramite, la prova regina di evidenti errori che partono dalla predisposizione del farraginoso ed elefantiaco appalto e che si sono ripetuti, ingigantiti, in tutte le fasi del procedimento amministrativo. Ma era altrettanto evidente che già da quanto scrivessi e avessi denunciato, in aula e in atti, vi fossero tutti gli elementi che poi hanno, ineluttabilmente, portato a questa decisione. Eppure il tentativo, spesso riuscito, messo in opera da Giunta e Maggioranza era quello di far passare me come il solito rompiscatole, con una perfetta tecnica denigratoria tipica di chi non ha argomenti validi per confutare gli addebiti e preferisce squalificare l’avversario per sottrarsi al confronto. Oggi però le chiacchiere stanno a zero. Il fallimento di questa Amministrazione anche per quanto riguarda la gestione del servizio di nettezza urbana è certificato da atti formali della stessa Amministrazione. Una sorta di autocertificazione di fallimento che non lascia margini di appello.

Si poteva e doveva fare meglio, molto meglio. Dal 2012, l’Assessore Raimondo Cacciotto, ci diceva ed assicurava la città che fosse tutto pronto per l'avvio del nuovo appalto. Nella veste di presidente della Commissione Ambiente, prima, e di assessore, dopo, si è voluto intestare in maniera totale la responsabilità di tale importante appalto, nella speranza di trarne il massimo vantaggio per se e per la sua area politica. Ma come si sarebbe accreditato ogni merito se le cose fossero andate nel migliore dei modi, parimenti penso che lui, più di altri debba farsi carico delle maggiori responsabilità della gestione disastrosa del servizio in questi quattro anni che lo vedono come sfortunato protagonista. Siamo nel 2106, e dopo quattro anni di governo del più stretto entourage targato Bruno, di nuovo c'è solo una città più sporca, un servizio di nettezza urbana pessimo e, come beffa in aggiunta al danno, le tariffe alle stelle, le più alte della Sardegna. Superficialità, pressapochismo, incapacità e presunzione sono i comuni denominatori dell’azione amministrativa della Giunta Bruno, che ha come massimo rappresentante il sindaco nella sua veste suprema di imbonitore delle masse e i singoli assessori come neutri adepti, neutri al punto tale da essere assolutamente inconsistente ed inesistente ogni loro azione, costretti all’oblio, forse vittime anch’essi della personalità sermonica del primo cittadino.

Ma è evidente, che nel caso specifico, non si possa non chiamare a responsabilità, in prima battuta e direttamente, l’assessore Cacciotto. Dopo aver inanellato quattro anni consecutivi di insuccessi, penso sia arrivato il momento che prenda atto della sua inadeguatezza al ruolo e rassegni, lui per primo, le dimissioni. E’ certamente un bravo ragazzo, tanto bravo da non suscitare critiche ma solo naturale simpatia, neutro al punto tale dal dimenticarsi della sua presenza in Giunta, nonostante il suo importante ruolo addirittura di vicesindaco. Probabilmente scelto apposta per tale sua caratteristica di trasparenza. Ma per amministrare una città sono necessarie altre capacità e competenze che l’assessore Cacciotto, ha ampiamente dimostrato di non avere, senza che di ciò gliene si debba o possa fare una colpa personale. Ma ora, di fronte all’evidenza, è necessario che si faccia immediatamente da parte e consenta alla macchina amministrativa di avere una guida all’altezza del ruolo, oggi costretta (rife, macchina amministrativa) a salti mortali ed ad un lavoro improbo per cercare porre rimedio agli errori di impostazione politica di cui gli algheresi ne pagano il conto salato, materialmente anche in bolletta. E’ evidente che la speranza, al di la dell’importantissimo caso specifico, è che Alghero possa tornare ad essere governata da un’Amministrazione all’altezza della funzione, e che quanto prima possibile si ponga fine a questa agonia amministrativa che sta facendo sprofondare Alghero in un baratro da cui sarà difficilissimo risalire.

* consigliere comunale Forza Italia Alghero
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