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S.A. 12 gennaio 2016
L´Isola contribuisce con circa 4 mila ettari (3.733) per una produzione di quasi 50mila quintali (49.232). Oltre mille ettari in più rispetto al 2000
Sardegna sesta produttrice di legumi in Italia


CAGLIARI - La Sardegna è la sesta produttrice a livello nazionale. Dei 68.468 ettari coltivati e dei 1.343.165 quintali di legumi prodotti nello Stivale (dati Istat riferiti al 2011) l'Isola contribuisce con circa 4 mila ettari (3.733) per una produzione di quasi 50mila quintali (49.232). Oltre mille ettari in più rispetto al 2000. La maggiore produttrice è di gran lunga la Sicilia che ne coltiva oltre un terzo della superficie totale (25.091 ettari) per una produzione di 339.772 quintali.

A livello locale la Provincia in cui si impiega il maggior numero di ettari per i legumi è Cagliari, dove, sempre secondo i dati Istat, se ne coltiva circa la metà del totale sardo (1814 la superficie coltivata; 20445 i quintali prodotti). Le fave sono i legumi che coltiviamo di più, circa il 60 per cento, seguite dai ceci, 20 per cento. Altri legumi presenti nelle coltivazioni sarde sono piselli, fagioli, cicerchie e lenticchie.

I legumi sono ricchi di proteine, il doppio di quelle presenti nel grano e tre volte di quelle del riso. Hanno un basso contenuto di grassi e sono ricchi di sostanze nutritive e di fibra solubile; sono considerati eccellenti per la gestione del colesterolo e per la salute dell'apparato digerente, e il loro alto contenuto di ferro e zinco li rende un alimento importante per la lotta contro l'anemia di donne e bambini. Sono un ingrediente fondamentale di diete salutari per affrontare l'obesità e per prevenire e gestire malattie croniche come il diabete, i disturbi coronarici e il cancro. Inoltre sono un cibo fondamentale nelle emergenze alimentari e poiché non contengono glutine, sono adatti anche per i pazienti celiaci.

«Una sana dieta non può prescindere dai legumi. Prodotti alla base della dieta mediterranea e di quella sarda della longevità in particolare, grazie alla quale siamo la seconda Regione al mondo in cui si vive più a lungo – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Per questo occorre incentivarne la coltivazione e il consumo, anche perché la terra e il clima sono favorevoli. Si adattano a terreni aridi e non necessitano di molta acqua». «Proprio per questo – continua il presidente - plaudiamo all'iniziativa della Fao che ha dichiarato il 2016 anno Internazionale dei legumi, per sensibilizzare e aumentare la consapevolezza dei tanti vantaggi, incrementarne la produzione e il commercio, e incoraggiare utilizzi nuovi e più intelligenti lungo tutta la catena alimentare; e per aver posto l'obiettivo di essere (i legumi) entro il 2020, il 20% del totale delle proteine consumate a livello mondiale».


“Per questo – concludono Battista Cualbu ed Efisio Perra – è quanto mai attuale in Sardegna un programma per il rilancio delle leguminose”.
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