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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniTrasportiIl fondo non diventi la tassa Ryanair
Gianni Simula 15 gennaio 2016
L'opinione di Gianni Simula
Il fondo non diventi la tassa Ryanair


L'addio, quasi certo, a una parte consistente dei voli che la compagnia Ryanair è decisa a sopprimere e che in questi ultimi anni hanno collegato la Sardegna all'Europa, di fatto aprendo nuovi orizzonti al panorama turistico regionale, da sempre martoriato in tema di trasporti, si colora in queste ultime ore di curiose prese di posizione e di indisponenti dichiarazioni, che arrivano da più parti, per dirla alla sassarese "a babbo morto". Encomiabile la raccolta fondi del mondo imprenditoriale del Nord Sardegna, che vista la straordinarietà e l'emergenza venutasi a creare, resta nell'immediato un percorso percorribile, ma alquanto disperato. Confesercenti non è contraria a questo tipo di operazione, anzi invita le imprese e i privati che possono partecipare alla raccolta, ad agire senza indugio, affinché non si lasci intentata nessuna possibile soluzione al problema.

Ciò che però ci sentiamo di rimarcare come associazione, è il pericolo che questo tipo di operazione possa trasformarsi in un arma a doppio taglio, penalizzando ulteriormente le imprese e l'intera Sardegna. La raccolta fondi, a nostro avviso, è un metodo pericoloso che in futuro potrebbe aprire strade e scenari, in cui le migliori offerte porterebbero il mondo delle imprese a confrontarsi in competizioni territoriali, per accaparrarsi i servizi di questo o di quel vettore. Non possiamo, di fatto, accettare in alcun modo che a causa dei fallimenti della politica, siano le imprese a pagare l'ennesima "nuova" imposta, la "tassa Ryanair". Non possiamo accettare, in alcun modo, gli applausi ipocriti di una politica regionale che si rallegra quando le imprese si mettono in gioco, senza da parte sua aver messo in moto neppure un neurone per trovare uno straccio di soluzione, al "problema". Soluzioni, che in queste ultime ore, saltano magicamente fuori dal cilindro di un europarlamentare, che destatosi dal torpore di Bruxelles indica la strada ai distratti professori della politica regionale.

Politica regionale che, a quanto pare, non sfrutta tutti gli strumenti di cui dispone per mettere in atto azioni efficaci sul tema trasporti, e dal 2015 in poi, dispone di 30 milioni di euro all'anno per garantire in vari modi la famosa "continuità territoriale" che deve riguardare, secondo noi, non solo il territorio nazionale ma anche quell'Europa spesso citata nelle progettazioni e nei programmi altisonanti, di turismo globale. Continuità, che per noi Sardi dovrebbe essere un sacrosanto diritto e in alcun modo un privilegio da pagare a caro prezzo. Infine, pur consapevoli che "i buoi sono già scappati dal recinto" ci auguriamo che la Sardegna possa ancora usufruire della opportunità di una o più offerte low cost, da qualunque compagnia esse arrivino, che permettano ai Sardi e alla nostra isola di essere parte del mondo e non un mondo a parte.

*Per Confesercenti province di Sassari-Gallura
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