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Andrea Montis 19 gennaio 2016
L'opinione di Andrea Montis
Alghero deve ripartire dai giovani


Alghero, è ormai evidente, sta attraversando un momento di caos epocale. Ne sono esempio la miriade di interventi che impazzano sul web, da cui traspare l’interesse prettamente personalistico del soggetto o dell’area politica che li partorisce, tesi alla sola ricerca del consenso e spesso sconnessi dalla realtà dei fatti che, pur se legittimata da regole, leggi e regolamenti ben precisi, viene puntualmente stravolta. Si dice tutto ed il contrario di tutto per il banale, ma quanto mai attuale concetto del “partito preso” (se si ha quantomeno un’idea in testa), o peggio ancora per meri interessi particolari. Si ritardano prese di posizione che, se prese tempestivamente, potrebbero contribuire alla risoluzione di problematiche di estrema delicatezza - leggasi voli low cost - e da cui deriva la sopravvivenza di interi territori esclusivamente per mere opportunità che definire politiche sarebbe uno sfregio a chi la Politica la intende come offerta di sé e delle proprie capacità al prossimo, indifferentemente dai vantaggi che se ne potrebbero trarre.

Ne consegue che qualsiasi tentativo di coinvolgere amici, parenti, conoscenti a quello che ritengo uno degli aspetti fondamentali della vita, cioè La Politica, diventa impresa ardua. Volendo dire la verità, oggi la gente è completamente disaffezionata e vive ormai la “politica” come un qualcosa di lontano, di sporco, di falso. In questo totale marasma i primi a farne le spese sono proprio i cittadini (impotenti spettatori e spesso ignari padroni di una sovranità non rispettata o mal gestita), ma non vanno dimenticate anche tutte le persone che, nel fare politica e nel tentativo di occuparsi con trasparenza di quella che è la “cosa pubblica”, vengono spesso additate o catalogate con superficialità e con il modaiolo concetto del “sono tutti uguali”.

Non siamo tutti uguali e anche se sicuramente non si riuscirà a convincere chi ormai nell’invecchiare si è abituato/adattato a certi comportamenti, proviamo quantomeno a far innamorare del bene comune i nostri giovani. Proviamo a ristabilire un contatto tra società e istituzioni educando magari le nuove generazioni alla buona politica, mettendo in campo azioni concrete. Provenire dalla “società civile”, che non significa proprio niente come spesso invece cercano di far credere alcune formazioni così dette “di cambiamento”, non può essere il presupposto sufficiente per essere dei buoni amministratori se non si ha una coscienza matura derivante da una formazione di base che miri al senso di responsabilità, soprattutto verso gli altri. Il rinnovamento, che non dev’essere rottamazione, va accompagnato. Per questo, come Riformatori, ci faremo promotori affinché il Comune di Alghero possa dotarsi di un Consiglio Comunale dei Ragazzi. Per loro sarà necessario impegnarsi affinché venga favorita quella crescita socio culturale che oggi, a quanto pare, manca.

* per Coordinamento cittadino dei Riformatori Sardi di Alghero
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