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Alguer.itnotiziealgheroLettereTrasporti › Vertenza Insularità: Cicu scrive a Renzi e Pigliaru
S.A. 3 febbraio 2016
Da ottobre l´aeroporto internazionale "Riviera del corallo" di Alghero non sarà più una base di Ryanair, la compagnia irlandese leader dei voli low cost. La lettera dell´europarlamentare sardo al presidente della Regione Sardegna e al presidente del Consiglio
Vertenza Insularità: Cicu scrive a Renzi e Pigliaru


ALGHERO - Da ottobre l'aeroporto internazionale "Riviera del corallo" di Alghero non sarà più una base di Ryanair, la compagnia irlandese leader dei voli low cost. Di seguito la lettera dell'europarlamentare sardo Salvatore Cicu al presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e il presidente del Consiglio Matteo Renzi:

Illustrissimi
In qualità di Eurodeputato del Partito Popolare Europeo, rappresentante del collegio Sardegna – Sicilia e membro della Commissione Parlamentare per lo Sviluppo Regionale Vi scrivo per rendervi partecipi, e per condividere con Voi, una battaglia politica che sto portando avanti ormai da mesi a livello europeo e che ambisce al riconoscimento concreto della Condizione di Insularità per le isole Europee e naturalmente per la Sardegna e la Sicilia. Si tratta di un tema al quale, da molti anni, ho dedicato la mia attenzione già in veste di Deputato italiano, ma che ora assume una dimensione di straordinaria opportunità politica all’interno della cornice istituzionale europea, soprattutto perché, è da qui, dall’Europa e dalle sue istituzioni, che davvero può avviarsi un processo concreto di riconoscimento della Condizione di Insularità, sia sul piano politico che, in modo particolare, su quello strettamente finanziario. Al riguardo, lo scorso 25 Giugno, ho presentato in Commissione per lo Sviluppo Regionale un'Interrogazione Orale con Risoluzione indirizzata alla Commissione Europea nella quale chiedo formalmente che, in applicazione sostanziale all'art.174 del TFUE, l'Unione riconosca la Condizione di Insularità attraverso la classificazione di un gruppo omogeneo di territori che includa solo le Isole Europee, le quali potrebbero essere finalmente destinatarie di finanziamenti dedicati. Una tale richiesta trova la propria ragion d'essere negli oggettivi handicap geografici permanenti, qualificabili nella limitatezza delle risorse naturali e nell'approvvigionamento energetico, nella precarietà della continuità territoriale rispetto alla terra ferma, nella debolezza del tessuto imprenditoriale e nell'accesso al mercato unico europeo oltre che nelle insoddisfacenti performance in termini di ricerca, sviluppo e formazione. Una politica di coesione maggiormente attenta alle esigenze specifiche delle realtà insulari dovrebbe dotarsi degli strumenti per risolvere tali criticità promuovendo lo sviluppo di quei territori, supportando investimenti a sostegno delle infrastrutture, delle Piccole e Medie Imprese, dell'occupazione, dell'istruzione, della ricerca e dell'innovazione.
Da qui, dunque, la necessità di una Risoluzione a livello europeo che possa determinare un superamento di questo stato di svantaggio. Una proposta di Risoluzione che, attualmente, ha trovato il pieno appoggio politico non solo del Gruppo dei Popolari, del quale faccio parte, ma anche dei Socialisti Europei, dei Verdi, dell'EFDD e della GUE, coesi insieme in una sinergia trasversale determinante per combattere insieme la battaglia che accomuna ben 15 milioni di cittadini insulari europei.
Vorrei allora sottolineare come, la presente Risoluzione, prende prima di tutto in considerazione il disagio sofferto dalle isole Europee limitate nel loro diritto di mobilità (aerea e marittima) e nelle loro prospettive di crescita e di sviluppo, dunque nel loro futuro.
Occorre, per questo motivo, un intervento radicale, organico ma soprattutto collettivo, che metta da parte i colori politici e i campanilismi e che si faccia portavoce di una battaglia comune su più livelli, regionale e nazionale, finalizzata al riconoscimento della condizione d'insularità oltre che all'implementazione, a livello locale e regionale, di tutte quelle politiche che l'Unione ci chiede per cessare di essere il fanalino di coda dell'Europa. Vi chiedo dunque di poter incidere anche voi nel vostro ruolo istituzionale, sul piano regionale e su quello nazionale, attivando quelle necessarie interlocuzioni politiche che possano risultare utili ad implementare l’azione politica da me avviata in questi mesi. Sono infatti determinanti la coesione e la compartecipazione di strategie per raggiungere traguardi da troppo tempo attesi nelle comunità sarde. Ringraziandovi dunque per l’attenzione, auspico che quanto scritto possa essere l’inizio di un proficuo confronto, dal quale possano generarsi nuove prospettive per il futuro delle isole Europee. Resto pertanto a Vostra disposizione per ogni chiarimento
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