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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniAmbiente Con i reflui l´igiene di Alghero è ad un bivio
Enrico Muttoni 12 febbraio 2016
L'opinione di Enrico Muttoni
Con i reflui l´igiene di Alghero è ad un bivio


Ritornano, con regolarità, le riunioni, gli incontri e le conferenze (non i dibattiti) riguardo il riutilizzo dei reflui urbani in agricoltura. Lo scenario presentato è sempre lo stesso: c’è poca disponibilità di acqua piovana, dunque è necessario usare i reflui.
Per quanto riguarda Alghero, dunque, parrebbe opportune dirottare I reflui destinati a versarsi nello stagno del Calich, verso le campagne della Nurra. I sostenitori di questo provvedimento sottolineano la sua utilità. Ma se si può essere d’accordo sul riuso delle acque in periodi (davvero) siccitosi, è ncecessario ancora una volta segnalare che il regolare, continuo e perpetuo versamento dei reflui nelle campagne sarebbe un disastro epocale ed irreversibile.

Le norme vigenti e gli studi in materia, approvano il riutilizzo dei reflui per contrastare l’abbassamento del livello delle falde; l’intrusione del cuneo salino (ovvero il contatto delle acque di mare nei pozzi situati nelle vicinanze) ; il deterioramento della qualità delle acque (già in uso); la scarsa disponibilità di nacque superficiali. Si tratta dunque di emergenze: la situazione di Alghero e della Nurra rientrerebbe nella quarta tipologia. Una situazione che, è vero, si ripresenta periodicamente, ma assai di rado. E nei periodi di normale piovosità? La grande massa dei reflui dovrebbe trovare uno sfogo opportuno. Come sappiamo, lo scarico attuale del depuratore di Alghero è situate in una posizione infelicissima, tanto da arrecare un grosso fastidio (ancora non è un danno) allo stagno del Calich ed alle spiagge limitrofe. Il danno è causato dalla grande massa dei reflui, che non può essere limitata in alcun modo.

C’è dunque il problema di versare i reflui trattati altrove, scegliendo tra due possibilità, in mare o sul terreno. Il buon senso e l’esperienza del passato consiglierebbero di versare a mare, dove questa attività non ha mai arrecato fastidio, tanto è vero che fino al 2009 si svolgeva inavvertita dalla cittadinanza. L’utilizzo dei reflui per l’irrigazione avrebbe perciò il merito di riportare il mare di Alghero alla sua celebre limpidezza. Ma sarebbe l’unico vantaggio, a fronte di un disastro ambietale, destinato a restare nascosto per un lungo periodo: quello necessario alla sua manifestazione. Gli svantaggi, ed i pericoli, sono molteplici. Il primo svantaggio è di carattere economico: per produrre reflui a norma è necessario un impianto più complesso, con maggiore sorveglianza e manutenzione.

Le acque poi andrebbero risollevate per raggiungere i punti di utilizzo, con i relativi oneri per il pompaggio che andrebbero ad aggiungersi a quelli per il trasferimenti dei liquami dal centro cittadino alla zona industriale. Ultimo svantaggio, le incertezze derivanti dalla possibilità di gestire I reflui in caso di malfunzionamento dell’impianto: in caso di lunghe fermate, quali sarebbero le garanzie di sicurezza ambientali? Il pericolo, vero e gigantesco, del riutilizzo dei reflui è la trasformazione da riutilizzo vero e proprio (per le emergenze) in smaltimento regolare e continuato di rifiuti liquidi, quali sono I reflui in tempi di normale approvvigionamento. Un po’ come accade per il ghiaccio: d’estate è una risorsa, ma d’inverno è un fastidio ed un pericolo.

I sostenitori del progetto per i reflui in agricoltura dimenticano, con sospetta regolarità, di portare relazioni tecniche riguardanti la sperimentazione. Ancora, mancano informazioni riguardo alle modalità di miscelazione dei flussi. Il buon senso vorrebbe che le acque piovane e quelle trattate venissero tenute separate fino al momento dell’utilizzo. Pare di capire, invece, che la Nurra verrà irrigate dalle acque del Coghinas, ma solo dopo che i sassaresi le abbiano utilizzate, depurate, e versate nel Cuga, declassato da risorsa idropotabile ad irrigua. Nessuno ha mai proposto di conservare le acque reflue in un bacino dedicato, che possa consentire i controlli di qualità. Sembra una barzelletta da avanspettacolo, ma è la dimostrazione di quanto spregiudicato cinismo possa essere attivato per nascondere sprechi e cattive gestioni, e opera pubbliche inutili.

E’ anche la dimostrazione di come si possa commettere un crimine ambientale rispettando la lettera della legge ma tradendone fino in fondo lo spirito. Ci sarebbe da chiedere ai dirigenti del Consorzio e di Abbanoa in base a quale logica un flusso liquid, in grado di alterare lo stato di un bacino costiero e del mare limitrofo possa essere smaltito in campagna senza conseguenze. Evidentemente la lezione del caso della mucca pazza è stata presto dimenticata: gli animali venivano nutriti con rifiuti: perchè i vegetali della Nurra dovrebbero essere indiffernti allo stesso trattamento? L’igiene ambientale di Alghero si trova, dunque ad un bivio, che potrebbe portarla da un lato, al ripristino delle sue ideali condizioni; dall’altro, ad una catastrofe senza rimedio.

*Chimico e residente algherese
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