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Alguer.itnotiziealgheroSpettacoloConcerti › Ad Alghero, lo Spazio Brahms 2016
A.B. 13 febbraio 2016
I colori dell’armonia negli ultimi responsori di don Pietro Allori secondo il compositore Stefano Garau del Conservatorio di Sassari
Ad Alghero, lo Spazio Brahms 2016


ALGHERO - Durante la seconda accademia di Spazio Brahms 2016, sabato 20 febbraio, alle ore 20.30, nella Cattedrale di Alghero, due dei più noti responsori di don Pietro Allori, “Christus factus est Ap 490” e “O vos omnes Ap 405”, entrambi a quattro voci miste a cappella, saranno proposti dal Coro Spazio Brahms, ma con l’apporto di un ensemble d’archi. Già abbiamo avuto modo di sottolineare l’importanza di questi interventi strumentali sulle opere di don Allori.

A partire dalla quarta edizione di Spazio Brahms (2014), alcuni suoi brani sono stati ripensati armonicamente dal compositore Stefano Garau, docente al Conservatorio Luigi Canepa di Sassari. Ciò in ossequio all’assiduo studio analitico effettuato da don Allori sul clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach sotto la guida di Rodolfo Cicionesi del Conservatorio di Firenze. Molti dei mottetti a cappella di don Allori, soprattutto quelli composti nell’ultimo periodo della sua vita (tra il 1981 ed il 1984), presentano tracce di sonorità strumentali. Da qui l’idea arricchire alcuni brani vocali di quegli anni.

Tramite raffinate “colorature”, Garau riesce a conferire maggiore tensione e lucentezza alle singole melodie ed all’amalgama polifonico creato dal sacerdote iglesiente, allo scopo di esprimere un “affetto” umano e devoto al tempo stesso. Le armonie polifoniche, nella loro realtà sonora, diventano più “udibili” all’orecchio interiore, e più dilettevoli per l’anima. Affetto e diletto sono, nella musica sacra, tanto maggiori quanto più le colorature o, se si vuole, questi sapienti esercizi praticati su composizioni già note o popolari, sono in grado di suscitare nell’ascoltatore il senso di una spiritualità personale più devota, soprattutto se vissuta comunitariamente nei riti liturgici, così come già accadeva nel Barocco. Una variazione non del tema o soggetto musicale, ma del suono reale “udibile”.

L’intervento artistico del maestro Garau sull’opera di don Allori costituisce una bella presenza musicale regionale nell’ambito dello Spazio Brahms, e sottolinea anche quell’orientamento artistico-spirituale verso il canto inteso, in linea con quanto lo stesso don Allori auspicava, come vera e spontanea preghiera musicale. Sabato, dunque, gli spettatori ascolteranno le elaborazioni strumentali di Stefano Garau, nell’interpretazione del Coro Spazio Brahms 2016 e degli strumentisti Agnieszka Marucha, Alessio Manca, Francesca Fadda (violini), Gioele Lumbau (viola), Francesco Abis (violoncello) e Francesco Sergi (contrabbasso).
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