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Enzo Valbonesi 15 febbraio 2016
L'opinione di Enzo Valbonesi
Parco da ripensare dalle fondamenta


Sono uno dei concorrenti che ha partecipato alla selezione per la scelta del direttore del Parco Regionale di Porto Conte. Ho preso carta e penna per esporre pubblicamente il mio disappunto rispetto alla conclusione della prima fase della selezione per il direttore del Parco; selezione che ha riguardato la valutazione dei titoli dei concorrenti. Nei giorni scorsi, appena ho preso visione sul sito del Parco della graduatoria della valutazione dei titoli, che è servita per selezionare i cinque candidati che sono stati ammessi alla prova orale, ho scritto al sindaco ed ai capigruppo del Consiglio Comunale di Alghero perchè valutino con attenzione i criteri utilizzati dalla Commissione di concorso. Credo che quello che mi è successo la dica lunga sul percorso che dovrà concludersi con la nomina del direttore del Parco che so è già stato oggetto di recenti polemiche. Alla valutazione del mio curriculum vitae è stato dato un punteggio pari a zero. Se i commissari mi avessero attribuito un punteggio anche minimo avrei lasciato perdere, ma zero non lo accetto.

Da quindici anni ricopro il ruolo di responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna. Nella mia attività professionale, non breve, ho svolto importanti incarichi sia interni all’Amministrazione Regionale, sia esterni e precedenti alla stessa, ed ho gestito progetti e responsabilità molto significative. Precedentemente all’attività presso la Regione, sono stato per undici anni presidente del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, per sette anni vicepresidente e per cinque anni presidente della Federazione Italiana dei Parchi. Per inciso, i miei titoli di servizio (dirigente responsabile del settore regionale che si occupa di aree protette), secondo il bando di concorso dovevano essere valutati la metà dei titoli di servizio in possesso di quei candidati che avevano ricoperto il ruolo di direttore o di dirigente di un Parco o di un’Area marina protetta. Mi sembra che i titoli dovessero, come minimo, essere valutati allo stesso modo. Nella mia attività lavorativa attuale, come responsabile del Servizio Parchi e Risorse Forestali della Regione Emilia-Romagna, coordino l’attività di ben quattordici Parchi regionali, alcuni dei quali hanno dimensione dieci volte maggiori di quello di Porto Conte. Il Servizio che dirigo da quindici anni sovrintende anche alla gestione di sedici Riserve naturali, oltre che di 158 Siti di Rete Natura 2000. Oltre ai parchi ed ai Siti di Rete Natura 2000, il mio ruolo riguarda anche la gestione della politica forestale della Regione. Una Regione, l’Emilia-Romagna, che non è ultima nella capacità di gestire efficientemente le proprie attività istituzionali, tra cui anche quelle relative alle aree protette ed al proprio patrimonio forestale.

Nonostante questi titoli e questo curriculum, sono stato escluso dalla prova orale e, lo ripeto, il mio curriculum è stato considerato privo di valore e quindi meritevole di punteggio. Debbo confessare che, prima di fare domanda per il concorso, dopo avere preso visione del “regolamento per l’organizzazione degli uffici e dei servizi e per l’assunzione del personale dell’Azienda speciale”, il quale contiene anche le modalità della prova del concorso in esame (regolamento che è stato approvato stranamente lo stesso giorno in cui è stato bandito il concorso in questione ed a distanza di ben diciassette anni dalla nascita del Parco), ho capito che sarebbe stato per me altamente improbabile vincerlo. Sono troppo esperto per non capire certe cose. Tralascio in questa sede le ragioni di questa considerazione. Ho comunque deciso, quasi per gioco, di tentare ugualmente la sorte ed ho inoltrato la domanda. Non pensavo assolutamente di vincere la selezione, ma non credevo di vedere disconosciute così palesemente la mia professionalità e la mia esperienza lavorativa. Mi sono sentito mortificato.

Stiano però tranquilli i tre componenti la Commissione di Concorso ed i cinque candidati ammessi alla prova finale, perché non ho alcuna intenzione di fare ricorso al Tar rispetto ai risultati della valutazione dei titoli. Non ho ne tempo da perdere ne voglio farne perdere alla giustizia amministrativa, ne ho denaro da buttare. Voglio però denunciare una gestione fin qui troppo opaca del concorso; una vicenda che è cominciata dopo la conclusione del mandato del precedente direttore. Vicenda che spero si concluderà meglio di come è iniziata. Confesso tuttavia che non posso non nutrire qualche dubbio. Vi chiederete a questo punto cosa c’entri un dirigente della Regione Emilia-Romagna con il Parco di Porto Conte e con Alghero. Rispondo dicendo che amo la Sardegna per mille ragioni e mi sarebbe piaciuto conclude la mia carriera professionale con un incarico di direzione operativa in un Parco. Anche per ravvivare la mia attività lavorativa e tornare a svolgere un incarico molto operativo come ho svolto nella prima fase della mia esperienza professionale. Infine, vorrei anche dare qualche consiglio all’Amministrazione Comunale di Alghero ed a tutti gli algheresi sul futuro del Parco.

Un Parco che, seppure di modeste dimensioni, conserva dei valori molto importanti (ambientali, paesaggistici, storico-culturali). Moltissime persone, in Italia e non solo, conoscono Alghero, ma vi assicuro che quasi nessuno sa dell’esistenza del Parco. Lo dico da esperto in quanto da circa trent'anni mi occupo di aree protette e non solo di quelle della mia regione. Tutti gli algheresi e non solo l’Amministrazione Comunale dovrebbero quindi interrogarsi sulle ragioni di questo fatto. Tutti i Parchi sono prima di tutto uno strumento di conservazione della natura, ma anche di divulgazione dei valori ambientali e di promozione territoriale generando, possibilmente, ricadute economiche a favore delle comunità territorialmente interessate. Il vostro è un Parco di cui penso andiate sicuramente orgogliosi e in cui riponete molte aspettative, anche perché per la sua gestione la vostra Regione ed il Comune investono risorse pubbliche molto significative. Sicuramente molto maggiori (circa cinque volte di più di quanto costa un parco della Regione Emilia-Romagna di dimensione analoga a quello di Porto Conte) di quelle che investono altri comuni interessati da aree protette regionali, tanto che, anziché attraverso un Ente regionale, avete optato per gestirlo attraverso un Azienda speciale del Comune.

Dal bando che il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale ha emanato per la scelta del direttore, si capisce che è stata privilegiata una figura dalle competenze prettamente tecnico-scientifiche. Non che il direttore di un Parco non debba avere queste caratteristiche, ci mancherebbe, ma vi assicuro che un direttore di parco deve possedere anche spiccate doti di managerialità, di capacità di promozione e di confronto con le istanze dei suoi abitanti e degli operatori economici dell’area. Se invece ritenete che il Parco debba essere esclusivamente uno strumento di conservazione della natura, come si evince dal bando per la scelta del direttore e dall’attività svolta fino ad ora dall’Ente di gestione, consiglio al Comune di ripensarlo nella sua organizzazione e nella sua forma di gestione. Infatti, a mio modesto parere, se volete un Parco-Riserva potreste sicuramente risparmiare risorse economiche importanti, semplificando i procedimenti autorizzativi e gli strumenti di pianificazione, snellendo al contempo la stessa struttura dedicata alla sua attività gestionale. E visto che il Parco agisce da sempre in stretta “simbiosi” con l’Università di Sassari potreste addirittura affidare alla stessa il compito di sovrintendere alla sua gestione tecnico-scientifica, risparmiandovi i costi del direttore, quelli di buona parte del personale ed anche, non per ultime, le polemiche politiche che ne caratterizzano da un pò di tempo la gestione. Credo che come tutti i comuni italiani, i quali in questo momento soffrono più che mai di carenza di risorse per fare fronte alle proprie attività ed i servizi erogati a favore dei cittadini, potreste dedicare le risorse risparmiate da un ridimensionamento della missione del Parco e della sua governance (Azienda speciale, presidente e consiglieri dello stesso) a favore di spese altrettanto importanti ed urgenti, magari nel campo della tutela e della valorizzazione del vostro bellissimo territorio. Mi auguro che dopo avervi dato questi consigli del tutto disinteressati la mia prossima venuta ad Alghero come turista non debba avvenire in forma clandestina. Confido nell’ospitalità della vostra comunità così ricca di storia e di civiltà.

* dirigente Regione Emilia Romagna, Settore Ambiente
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