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Alguer.itnotiziealgheroAmbienteParchi › Accuse, denunce, illazioni: è caos. Concorso direttore: parla il Parco
A.B. 19 febbraio 2016
Ecco la posizione ufficiale del Consiglio direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte e del direttore protempore e presidente della commissione esaminatrice in ordine alla procedura di selezione del direttore del Parco naturale regionale di Porto Conte. Ma ad Alghero (e non solo) è polemica
Accuse, denunce, illazioni: è caos
Concorso direttore: parla il Parco


ALGHERO - Non si placano le polemiche intorno alla procedura di selezione del nuovo direttore del Parco di Porto Conte all'indomani della vittoria di Mariano Mariani, risultato il primo nella graduatoria pubblicata dalla commissione composta dal presidente dr. Augusto Navone e dai due componenti dr. Francesco Usalla e la dott.ssa Rossella Filigheddu (segretario dr.ssa Anna Maria Giulia Pireddu) [LEGGI]. Querelle su Casa Gioiosa firmata da Enzo Valbonesi [LEGGI], uno dei partecipanti al concorso che già nei giorni scorsi aveva espresso a mezzo stampa tutti i suoi dubbi sulle procedure [LEGGI], al suo intervento era seguito il commento di Luciano Deriu (per la Direzione Legambiente Sardegna) [LEGGI], la richiesta dei consiglieri comunali e membri dell'assemblea del parco, Roberto Ferrara e Graziano Porcu (M5S) di annullare in autotutela la procedura concorsuale [LEGGI] e la dura dichiarazione dei consiglieri del Partito democratico [LEGGI], e la lettera di Raffaele Cadinu indirizzata al presidente Antonio Farris dove si parla apertamente di eventuale incompatibilità della commissione [LEGGI]. Così dopo giorni di accuse, denunce, illazioni e polemiche ecco la nota ufficiale a firma del presidente del parco Antonio Farris, del Direttore/Presidente della Commissione esaminatrice Dr. Augusto Navone e dei Consiglieri del direttivo Avv. Edoardo Morette e Sig. Luigi Cella. Di seguito il documento integrale.


I sottoscritti Presidente del Parco di Porto Conte, Direttore pro tempore Dr. Augusto Navone (anche in qualità di Presidente della Commissione esaminatrice) e i consiglieri del Consiglio direttivo, ritengono doveroso esprimere, con un unico ed ultimo documento, le seguenti precisazioni e chiarimenti sulla supposta “opaca”, “scandalosa” e “da sospendere” o “annullare” selezione pubblica per la copertura del posto vacante, a far data dal 18/11/2015, dell’incarico di direttore del Parco di Porto Conte.

Unico perché non vi saranno altre esposizioni né pubbliche né mediatiche in ordine alla selezione in argomento da parte dell’esecutivo e della direzione del Parco, ed ultimo, perché atti o memorie aggiuntive avranno come destinatarie le opportune sedi giurisdizionali alle quali si rende necessario ricorrere per la difesa della propria onorabilità, pubblica e personale.

Abbiamo dibattuto se attendere la conclusione di un procedimento quale è quello della selezione pubblica, ancora in corso in quanto devono svolgersi gli accertamenti di legge sulle dichiarazioni ed il possesso dei requisiti, ma le pressioni sul nostro operato possono già configurarsi come “indebite” per cui, prima di valutare ogni passo successivo, riteniamo di richiamare chiunque si esprima con leggerezza sull’argomento ad una maggior ponderatezza delle proprie affermazioni ed accuse esplicite o velate.

Prima di entrare nel merito delle argomentazioni, che saranno rigorose oltre che tecniche, ci preme sottolineare una unica amara constatazione: che agli interessi della politica o meglio dei sui giochi “tattici” particolari dell’uno dell’altro schieramento, sia stata sacrificata l’esperienza oltremodo positiva e produttiva del cessato direttore del Parco Vittorio Gazale.

Gli stessi consiglieri che in Assemblea del Parco (per chi non lo sapesse coincidente con il Consiglio comunale in carica del Comune di Alghero) hanno lodato l’operato del dirigente, approvandone le numerose progettualità e riconoscendo l’accelerazione operativa che egli ha impresso al Parco negli anni del suo operato, indubitabile per chi con onestà intellettuale sa leggere la mole degli atti gestionali adottati e vedere la fitta rete di relazioni intessuta con tutti gli attori del territorio, a seguito della bagarre seguita alla pubblicazione dell’avviso di selezione, hanno fatto mancare la loro voce contribuendo ad alimentare, questa si, una vergognosa gogna mediatica, che coinvolge il Parco e i suoi uomini e donne che hanno lavorato ed ogni giorno lavorano per il perseguimento del bene pubblico che sono i fini istituzionali del Parco di Porto Conte.

Siamo profondamente convinti che la bagarre sia strumentale e faziosa perché questo interpretiamo dalla semplice lettura dei numerosi (tempestivi) articoli e/o commenti di consiglieri comunali, o lettere “aperte” di candidati esclusi, o cittadini “solerti” e “appassionati” dell’esposizione pubblica, apparsi in questi ultimi giorni sui vari media locali o regionali.

A tale profluvio di sospetti, commenti, accuse non possiamo che opporre la seguente rigorosa, in quanto basata su atti pubblici alla portata di chiunque, elencazione dei fatti e dell’iter amministrativo (tra l’altro ancora in itinere) seguito per assicurare al Parco di Porto Conte il proprio unico dirigente.

1. Il bando di selezione, ed il regolamento degli uffici e dei servizi, è stato approvato a distanza di poco più di un mese dalla scadenza naturale del contratto del Dr. Gazale in data 18/11/2015. Tempo che è stato necessario per individuare un dirigente pro tempore al quale affidare la responsabilità della procedura ed in particolare per lavorare su atti che non era opportuno (contrariamente a quello che forse pensa il Dr. Valbonesi) che venissero elaborati ed approvati sotto l’egida di un direttore che poteva potenzialmente essere interessato a partecipare alla stessa selezione.

2. La direzione del Parco è stata, infne, affidata al dr. Augusto Navone, già direttore dell’AMP Tavolara e Punta Coda Cavallo, il quale ha ritenuto doveroso rispondere alla richiesta di collaborazione di un ente distante ca. 100 Km e che era, invece rimasta inevasa da parte del proprio ente costituente, il Comune di Alghero al quale ci si era rivolti per un interim.

3. lo studio del Bando e del Regolamento ed in particolare la individuazione dei requisiti di accesso e di svolgimento della selezione avevano un unico obiettivo: selezionare un dirigente che fosse tale per appartenenza al ruolo o per averne esercitato per un tempo adeguato le funzioni e che rispondesse all’esigenza di dotare il Parco di Porto Conte di un direttore al contempo manager e “tecnico”.

4. L’esigenza di ridurre i tempi ha consentito di pubblicare sul sito dell’Azienda e dello stesso Comune di Alghero, il bando di selezione il 30 dicembre 2015 per giorni 20, come da regolamento e fissare al 17/02/2016 la data del previsto colloquio finale, tutto in un’ottica di ottimizzazione dei tempi e di vacanza del posto più breve possibile.

5. La miglior risposta a chi, in tempi di internet e facebook, ha profilato un disegno da parte del Parco di volutamente “celare” il bando limitandone la pubblicazione all’albo on line e su quello del Comune di Alghero, facendo così sorridere il mondo “social”, è venuta dalle numerose istanze pervenute da tutta Italia, nel numero di 24.

6. A seguito della scadenza del termine ultimo per presentare istanza l’amministrazione del Parco ha nominato la Commissione esaminatrice facendo ricorso alle migliori professionalità del mondo accademico e del personale più qualificato delle aree protette . Far parte di tali commissioni, per le implicazioni che ne derivano soprattutto se si è pubblici ufficiali, è spesso da considerasi un atto civico e di responsabilità per cui la disponibilità manifestata dai commissari della selezione in argomento è soltanto encomiabile anche per la serietà profusa nei lavori che sin da subito si profilavano delicati ed importanti.

7. I verbali della commissione sono stati resi tempestivamente pubblici per cui non può passare inosservata la scelta di valutare i titoli dei 14 candidati ammessi predeterminando dei sottocriteri per attribuire i 20 punti relativi al Curriculum Vitae e la Commissione lo ha fatto utilizzando tutti quei parametri che, seppure in via esemplificativa, erano stati indicati nel Regolamento degli uffici dei servizi. L’operato della Commissione si è volto, quindi, nel senso di esercitare la minore discrezionalità possibile nella valutazione dei titoli per cui è paradossale leggere lo “sconcerto” di 0 punti attribuiti a chi non vantava né master, né corsi di specializzazioni post laurea, né pubblicazioni scientifiche, né conoscenza del territorio ecc. Certo il bando avrebbe potuto in astratto, attribuire il massimo dei punteggi a chi è stato presidente di un parco, ma può legittimamente una nomina politica assurgere, quando si richiede a gran voce meritocrazia e il nostro ordinamento giuridico pretende la distinzione tra organi di indirizzo politico e di gestione, a cui corrispondono esperienze chiaramente diverse, a criterio per attribuire incarichi dirigenziali? Per questa amministrazione evidentemente no e difendiamo tale scelta.

8. Alla rosa dei cinque candidati ammessi al colloquio la Commissione è arrivata dopo attento e competente esame dei CV dai quali ha dedotto gli elementi per attribuire la valutazione alle 4 categorie di titoli: 1) di studio; 2) di servizio 3) Curriculum 4) Titoli vari, già rigidamente predeterminati nel regolamento. È con disappunto che la Commissione ha accolto la notizia della rinuncia alla selezione da parte del primo classificato, non perché si chiamasse Vittorio Gazale, ma in quanto oggettivamente possessore del CV più pesante ed evidentemente maggiormente rispondente alla figura professionale ricercata dal Parco per la direzione, così come delineata nel bando.

9. Già prima di conoscere la graduatoria finale sono piovuti accorati appelli da alcuni consiglieri comunali/membri dell’Assemblea del Parco per sospendere o annullare in autotutela la selezione. Nella fumosità delle ragioni addotte è stato possibile individuare due ordini di argomentazioni: da un lato asserite irregolarità/illegittimità della procedura (senza indicare le norme violate o i comportamenti contra legem) e dall’altro la convinzione che la selezione avrebbe condotto alla individuazione del “solito” direttore “tecnico e conservazionista” in luogo del sempre più necessario manager al quale affidare lo sviluppo del territorio. Premesso che la gravità delle affermazioni, esige nell’ambito di un corretto esercizio del diritto di critica una competente ed informata conoscenza della normativa e degli atti amministrativi, evidentemente non posseduta dagli autori delle censure o da questi artatamente tralasciata, alle prime rispondiamo che l’attivazione dello strumento dell’autotutela o della sospensione di procedimenti amministrativi va condotta con rigore e nell’ambito delle norme che le regolano e non esercitabile per mera opportunità riconducibile a interessi non qualificabili, evidentemente, come pubblici interessi. Alle seconde possiamo allegare quella che è una buona notizia: la selezione ha consegnato al territorio un indiscusso manager, non tecnico né tantomeno conservazionista potenzialmente in grado, come richiesto, di fare del Parco “volano dello sviluppo dell’intero territorio”.

10. Con riferimento, infine, al cittadino non partecipante alla selezione che ha ritenuto di ergersi da tempo a paladino della giustizia e censore degli atti del Parco, presenti e passati, lo si invita a maggiore attenzione soprattutto quando si fanno sui media gravi affermazioni su presunte incompatibilità dei componenti della commissioni e peggio li si taccia di dichiarazioni mendaci. Ovviamente i singoli commissari potranno valutare ogni opportuna azione ritenuta opportuna per la tutela dei propri interessi.

Per quanto su esposto rivolgiamo l'invito a chicchessia a non ostacolare il corretto e sereno svolgersi dell’iter amministrativo in corso per il perfezionamento della nomina a direttore del vincitore della selezione il quale vanta, sin da ora, una aspettativa giuridicamente tutelata.

Quanto, infine, alle odierne insinuazioni, ancora una volta di matrice squisitamente politico-propagandistica, su ipotetiche illegittimità poste in essere nella gestione del Parco, ricordiamo che, oltre ai giornali, esiste anche la magistratura, certamente più idonea a rapportarsi con qualunque cittadino, sia per denunciare illeciti penali e sia, questo sia chiaro, per risarcire i danni da calunnia.
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