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A.B. 20 febbraio 2016
I Riformatori Sardi di Alghero, già sostenitori del referendum del 6 maggio 2012 in cui 525mila sardi si espressero a favore del taglio dei compensi dei consiglieri regionali, sottolineano come, secondo loro, nell'ultima seduta consiliare, «sia stata persa una grande occasione in cui la politica avrebbe potuto trasmettere un positivo segnale di giudizio e coscienza, visto il momento, nei confronti dei cittadini»
«Gettoni, Alghero ha perso un´occasione»


ALGHERO - Giovedì, durante la seduta del Consiglio Comunale di Alghero, è stata respinta la proposta presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, che puntavano ad una riduzione del gettone di presenza in occasione di sedute consiliari e di Commissione. Secondo i Riformatori Sardi di Alghero (già sostenitori del referendum del 6 maggio 2012 in cui 525mila sardi si espressero a favore del taglio dei compensi dei consiglieri regionali) questa è stata una grande occasione persa dalla politica, che visto il momento, avrebbe potuto trasmettere un positivo segnale di giudizio e coscienza nei confronti dei cittadini. Il Quotidiano di Alghero riporta di seguito, la lettera aperta del partito.

Nella seduta del 18 febbraio 2016, sedici consiglieri comunali algheresi più il sindaco hanno deciso di mantenere a 99euro il proprio gettone di presenza, nonostante la proposta di dimezzarne l’importo. Tale proposta, presentata dai consiglieri Graziano Porcu e Roberto Ferrara del Movimento 5 Stelle lo scorso novembre 2014 e da noi Riformatori fortemente sostenuta in quanto in linea con le nostre battaglie a favore del taglio dei costi della politica, pone le sue basi sul fatto che l’indennità di 99euro per seduta di Commissione e Consiglio sia notevolmente più alta rispetto alla media nazionale. Come Riformatori, nel dicembre 2014, attraverso una nota stampa, auspicavamo che l’attuale consigliatura provvedesse al taglio dei costi della politica convertendoli a beneficio di un fondo sociale per le famiglie.

Appare giusto, a questo punto, che gli algheresi imprimano nelle proprie menti i nomi dei sedici consiglieri che hanno bocciato tale iniziativa, etichettata come demagogica dal consigliere Nasone in aula. Di seguito ne proponiamo l’elenco: Nunzio Camerada, Maurizio Pirisi, Emiliano Piras, Maria Grazia Salaris, Giampietro Moro, Francesca Carta, Vittorio Curedda, Giuseppe Fadda, Elisabetta Boglioli, Marina Millanta, Mario Nonne, Giuseppina Piccone, Matteo Tedde, Pietro Sartore, Alessandro Nasone e Linda Oggiano. Crediamo sia utile, inoltre, rimarcare l’incoerenza del consigliere del Ncd Emiliano Piras che, nel novembre 2014, in seguito all’iniziativa taglia-gettone, faceva sapere (così si legge in un noto giornale online) di aver preparato un emendamento che addirittura avrebbe previsto l’annullamento di tutti i compensi ma poi in aula ha votato l'esatto opposto.

Riteniamo sia altrettanto corretto indicare i nomi di coloro i quali si sono astenuti e/o erano assenti nel momento della votazione, a nostro avviso, vogliamo augurarci, per manifestare il proprio dissenso. Si tratta di Enrico Daga, Mimmo Pirisi, Alessandro Loi, Monica Pulina, Donatella Marino e Michele Pais. Quest’ultimo, leader di Forza Italia, fuori dall’aula nonostante i suoi colleghi fossero presenti per bocciare la proposta. Come Riformatori, già sostenitori del referendum del 6 maggio 2012 in cui 525mila sardi si espressero a favore del taglio dei compensi dei consiglieri regionali che oggi, per l’appunto, percepiscono il 40percento in meno, crediamo sia stata persa una grande occasione in cui la Politica avrebbe potuto trasmettere un positivo segnale di giudizio e coscienza, visto il momento, nei confronti dei cittadini
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