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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaAmministrazione › «Finalmente un concorso a Meta». E svela retroscena della cacciata
M.V. 21 febbraio 2016
L´ex componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Meta, Mauro Manca, svela alcuni clamorosi retroscena. Già dal 2011 la Meta avrebbe dovuto avere un direttore generale individuato tramite concorso. Poi la cacciata di Mauro Manca e la caduta di Marco Tedde
«Finalmente un concorso a Meta»
E svela retroscena della cacciata


ALGHERO - «Ci tengo ad esprimere il mio plauso per la decisione di affidare ad un bando pubblico la definizione di un incarico di così grande rilevanza. Proprio la richiesta di un bando pubblico per l'identificazione del Direttore dell'Ente in luogo di una discutibile nomina fatta dalla Giunta Comunale guidata da Marco Tedde, infatti, è stato all'origine del colpo di teatro che ha portato alla mia cacciata dal cda della Fondazione». A distanza di qualche anno è Mauro Manca, già componente del Consiglio d'amministrazione di Piazza Porta Terra, a ripercorrere lo scontro politico che aveva caratterizzato il controllo della Fondazione negli anni in cui l'allora presidente Delogu ricopriva anche l'incarico di direttore [LEGGI].

«Il sottoscritto infatti, ritenendo incompatibile in capo ad un unico soggetto le funzioni di Governo, affidate al Presidente del Cda (peraltro detentore per volere della Giunta di un ampio potere decisionale che arrivava laddove finiva quello di "indirizzo" dell'allora Assessore Conoci), con quelle di direzione e controllo che la legge affidava alla figura del Direttore Generale, aveva contestato e contrastato fortemente questa volontà dell'Amministrazione.
Infatti - precisa Mauro Manca - avendo conosciuto come di consueto l'ordine del giorno della riunione a ridosso della data, ho cercato a tutti i costi di evitare tale sciagurata situazione in ogni modo, facendo si che quella riunione di CDA durasse ben due giorni, ed imponendo nella stessa la scadenza del mandato al 31/12 dello stesso anno, tempo nel quale sarebbe dovuto essere predisposto il bando pubblico».

L'ex componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Meta svela alcuni clamorosi retroscena: Già dal 2011, infatti, la Meta avrebbe dovuto avere un direttore generale individuato tramite concorso, ma così non è stato: «Di fronte alla mia volontà di non firmare la delibera e di abbandonare la seduta Delogu ed il prof. Morandi, che probabilmente non sapendo a cosa servisse tale incarico dato a Delogu fungeva da "mediatore", accettarono l'inserimento di un limite temporale alla carica di Direttore Generale. Incarico che, ovviamente, appena sono stato cacciato è stato prorogato dal neonominato CDA di cui lo stesso Delogu era Presidente» precisa Manca che infine svela altri retroscena del tempo: «le motivazioni di tale scelta, quelle vere, peraltro, mi furono confessate la mattina della riunione di fronte ad un caffè dallo stesso Delogu, che attribuiva alla mia presenza nel CDA l'esplicita volontà del Sindaco (e forse non solo sua) di non attribuire compensi all'organo Amministrativo, elemento che mi creava un certo orgoglio fin dall'epoca, per cui si rendeva necessaria, per lui, la nomina a DG».

Oggi secondo Mauro Manca si mette fine ad un equivoco, «dapprima chiarendo chi e cosa si è percepito nel tempo, e soprattutto, con la nomina di una persona spero all'altezza dell'incarico, la Fondazione, potrebbe diventare quello strumento di sviluppo di cui la Città ha bisogno». «E' triste pensare infatti che strumenti validi e necessari come la Fondazione siano stati per troppi anni sacrificati sull'altare della partitocrazia (anche la mia indicazione rispondeva a logiche di spartizione e non certo a nobili motivazioni), mentre l'economia della città continua a sprofondare tra la crisi generale ed un sistema Politico nel suo insieme che non ha la forza, il coraggio, e forse nemmeno la volontà di assumere decisioni che potrebbero cambiare il volto ad una Città e ad un territorio che non può più aspettare» conclude Manca.

RIGUARDA L'INTERVISTA DEL 27 NOVEMBRE 2011 A MAURO MANCA

Nella foto: Mauro Manca e Marco Tedde
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