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M.V. 24 febbraio 2016
«Non si va via per 2 euro e mezzo» dice il Ministro Delrio che non fa nessun cenno alle richieste giunte dall´isola per congelare l´aumento della tassa d´imbarco, tra le cause per cui Ryanair ha bloccato decine di voli da Alghero. Pressioni inutili
«Da Ryanair solo scuse, la tassa rimane»


ALGHERO - «Non si va via per 2 euro e mezzo, ma è vero che vogliamo tagliare le tasse nell'ottica di ridurre al minimo l'addizionale. Ciò detto le compagnie aeree hanno affrontato la questione in maniera che io non condivido, infatti le minacce di ridurre i voli e il personale a causa di una tassa prevista da anni per il potenziamento del fondo a tutela dei lavoratori che perdono il posto (mirato in particolare, accusano in Sardegna, agli esuberi Alitalia, considerato che ben 7,50 euro su 9 coprono il fondo Inps per l'ex compagnia di bandiera italiana ndr) rappresenta un collegamento arbitrario. Infatti in realtà molte di loro avevano annunciato da tempo il disimpegno, ormai è più una scusa che una realtà».

Lo dice Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, rispondendo durante il Question time a un'interrogazione sulla manifestata volontà di Ryanair di abbandonare alcune tratte italiane - chiusura delle basi di Alghero e Pescara e lo stop di tutti i voli per Crotone - a causa dell'aumento delle tasse aeroportuali di 2,5 euro a passeggero, mettendo a rischio 600 posti di lavoro. «Certo, ciò detto dobbiamo fare in modo che l'aumento delle tariffe, peraltro proporzionato a quello di tutti gli altri Paesi europei, non deprima il mercato - auspica Delrio - abbiamo già specificato che l'aumento non era retroattivo».

«Il nostro impegno a ricercare delle soluzioni che alimentino il fondo speciale per il trasporto aereo non attraverso l'aumento progressivo delle addizionali c'è ed è tutto in campo. Questo specialmente in considerazione del fatto che la legge Fornero ha previsto che il fondo del trasporto aereo venisse sostituito dal fondo di solidarietà, alimentato quindi in gran parte dai contributi delle imprese. Attualmente - conclude il ministro - sul tema è in corso una discussione tra Governo, Inps, ministero del Lavoro e dell'Economia per far partire il nuovo fondo e per aggiustare l'entità dell'addizionale».

Il Ministro si dimentica della Sardegna e di Alghero. Da parte del ministro Delrio nessun cenno alla vertenza sarda, nonostante nelle scorse settimane, e a più riprese, autorevoli rappresentanti del Partito democratico, tra cui il senatore Silvio Lai [LEGGI], oltre al presidente della Regione, Francesco Pigliaru [LEGGI], all'assessore ai Trasporti della regione sarda, Massimo Deiana, e il sindaco di Alghero [LEGGI] avevano chiesto l'eventuale blocco dell'aumento della tassazione per l'isola. Impegno inizialmente recepito dal ministro che aveva assicurato l'apertura di una istruttoria dedicata, oltre alla discussione nella competente commissione parlamentare. Doppia fregatura se solo si pensa che proprio sulla tassa incriminata la città di Alghero vanta crediti nei confronti dello stato per oltre un milione di euro. Motivo per cui il sindaco Mario Bruno e il collega di Elmas, Valter Piscedda, hanno aderito alla class action per vedere riconosciuti i propri diritti [LEGGI].
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