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Red 28 febbraio 2016
Lo chiede con chiarezza in un documento politico Sardenya i Llibertat: Troviamo estremamente contraddittorio che la Regione possa accettare di essere esclusa dagli organi istituzionali di governo, nonostante sia l’unica a finanziare attualmente il Parco di Porto Conte
«La Regione negli organi di governo del Parco»


ALGHERO - Sostegno al lavoro portato avanti negli anni dalla dirigenza di Casa Gioiosa. All'indomani delle polemiche intorno alla selezione del nuovo direttore del Parco regionale di Porto Conte che ha visto primeggiare Mariano Mariani, politicamente molto vicino all'ex Governatore di Forza Italia Ugo Cappellacci [LEGGI], già nell'ufficio di gabinetto dell'ex presidente e da lui nominato in diversi enti, Sardenya i Llibertat prende posizione rivolgendosi al Sindaco di Alghero chiedendo di rivedere una volta per tutte la composizione dell’Assemblea. Di seguito la nota integrale.

Le recenti polemiche sulla selezione del nuovo direttore del Parco Naturale di Porto Conte ci spingono a intervenire per esporre la nostra posizione. Non entreremo in merito alla vicenda in quanto già gli organi istituzionali del Parco hanno, a parer nostro, in modo molto chiaro ed efficace, spiegato la dinamica degli eventi. Ciò non di meno sentiamo di dover esprimere la nostra solidarietà al Presidente, al Consiglio Direttivo e alla Commissione, in quanto, sino a prova contraria, riteniamo abbiano operato correttamente e nell’esclusivo interesse del Parco. Esprimiamo, inoltre, la nostra solidarietà a tutto il personale del Parco che, col suo lavoro instancabile e qualificato, gli ha consentito di diventare, in pochi anni, una realtà viva e vitale per il nostro territorio e non solo. La prima riflessione che vogliamo porre all’attenzione dell’opinione pubblica è la inopportunità di alcuni interventi sia per il tono che per la tempistica. Ci chiediamo, infatti, se sia lecito, mentre la commissione di valutazione ancora non ha ultimato il proprio lavoro (doveva ancora svolgersi la prova orale) intervenire pubblicamente recriminando su eventuali titoli personali non riconosciuti ed indicando le caratteristiche dell’ipotetico ed ideale futuro direttore. Ma ciò che ha spinto Sardenya i Llibertat a prendere la parola è il fatto che per supportare le proprie recriminazioni si sia tentato, in modo piuttosto superficiale, di mettere in cattiva luce l’intero operato del Parco. Ebbene vogliamo qui ricordare che, probabilmente caso unico in Italia, il Parco di Porto Conte nasce per volontà della nostra comunità algherese. Infatti, alla fine del 1997 il Consiglio Comunale di Alghero, sotto l’Amministrazione Sechi, approvava all’unanimità la Legge Istitutiva materialmente scritta dal Consigliere Regionale Gavino Diana e da un consigliere comunale della nostra città. Nella stessa seduta il Consiglio comunale istituiva anche la “Commissione speciale Parco di Porto Conte” costituita da un numero paritetico di consiglieri di maggioranza e di minoranza, con alternanza della Presidenza. E’ il caso di ricordare, inoltre, che per i membri della commissione non erano previsti gettoni di presenza. Immediatamente dopo, la Commissione speciale avviava una fitta agenda di incontri con tutte le associazioni, le categorie produttive, i sindacati, i Comitati di borgata della Nurra di Alghero per presentare la legge e raccogliere suggerimenti utili a un suo eventuale perfezionamento. Il testo fu poi consegnato alla Commissione agricoltura e ambiente della Regione per il suo iter approvativo. Va comunque precisato che la legge approvata in Consiglio Comunale nel 1997 non è quella attualmente in vigore. Infatti, l’Amministrazione comunale successiva a quella guidata da Carlo Sechi volle eliminare tutte le aree agricole dai confini del Parco; modificò, inoltre, la composizione dell’Assemblea dello stesso, che prevedeva, in origine, la presenza di un rappresentante della Regione, della Provincia di Sassari e dell’allora Azienda foreste demaniali, oltre a un certo numero di rappresentanti dell’Amministrazione comunale, deliberando per un’Assemblea coincidente totalmente con il Consiglio comunale. Scelta quest’ultima che riteniamo errata per le contrapposizioni politiche che inevitabilmente ne conseguono (vedi il mancato avvio dell’iter approvativo del Piano del Parco da parte dell’Assemblea del Parco). Per quanto riguarda l’esclusione delle aree agricole dai confini del Parco, siamo convinti che tale decisione abbia fortemente danneggiato il comparto agricolo impedendone una sua concreta e significativa riqualificazione. Troviamo estremamente contraddittorio che mentre la Regione è rappresentata nella Comunità del Parco Nazionale dell’Asinara dall’Assessore all’Ambiente, che ne ricopre il ruolo di Presidente, nel Parco Regionale di Porto Conte la stessa Regione possa accettare di essere esclusa dagli organi istituzionali di governo, nonostante sia l’unica a finanziare attualmente il nostro Parco. Crediamo che sia giunto il momento che l’Amministrazione comunale di Alghero, da noi supportata e votata, ponga rimedio a questa anomalia rivedendo una volta per tutte la composizione dell’Assemblea, senza rinunciare tuttavia ad una presenza significativa al suo interno di membri di maggioranza e minoranza del Consiglio comunale. Tornando alle critiche mosse nei giorni scorsi, ci chiediamo da dove derivi la notizia secondo cui il Parco riceverebbe finanziamenti da parte del Comune di Alghero. Ci risulta, invece, che mai l’Amministrazione comunale di Alghero abbia finanziato il Parco, pur essendo lo stesso gestito dal Comune mediante una propria Azienda speciale. Neppure si potrebbe affermare che il Parco riceva dalla Regione grandi risorse qualora le confrontassimo con quelle accreditate nel tempo al Parco, ugualmente regionale, di Molentargius. Sardenya i Llibertat ribadisce, infine, la convinzione che solo con un efficiente coordinamento tra Parco, Area Marina Protetta e Meta, ad opera dell’Amministrazione comunale, si possa garantire il raggiungimento di una significativa valorizzazione del patrimonio ambientale e paesaggistico presente nel nostro territorio.
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