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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaSanità › Centro Trasfusionale declassato: denuncia Avis
S.A. 8 marzo 2016
L'attività del Centro Trasfusionale di Alghero non solo ha garantito tutti gli interventi chirurgici e trasfusionali ma ha persino ceduto le eccedenze di sangue ad altre Asl della Sardegna: la nota del Comitato direttivo Avis contro il decalssamento del Centro a semplice Emoteca
Centro Trasfusionale declassato: denuncia Avis


ALGHERO - Le donazioni di sangue ad Alghero, grazie alla collaborazione tra l'Avis Comunale, quella Provinciale di Sassari e il servizio Immunotrasfusionale di Alghero, negli ultimi 5 anni hanno registrato un incremento di circa il 300% delle attività, come si può evincere dai dati del Servizio Regionale di coordinamento e del Centro Nazionale Sangue oltre che dai dati Associativi. E’ anche aumentata la produzione di plasma per emoderivati e l’assistenza sul territorio, in particolare quella offerta ai talassemici. La sezione A.V.I.S. di Alghero ha contribuito a tale incremento aumentando le proprie donazioni da 802 nell'anno 2009 alle 1345 dell'anno 2015. Significativa è stata la partecipazione dei giovani alle raccolte di sangue, grazie alla capillare sensibilizzazione svolta nelle scuole superiori ed alla assegnazione di borse di studio agli studenti donatori. L' attività del Centro Trasfusionale, inoltre, non solo ha garantito tutti gli interventi chirurgici e trasfusionali ma ha persino ceduto le eccedenze di sangue ad altre Asl della Sardegna.

«Alla luce di questi numeri appare particolarmente grave, mortificante ed ingiustificato che per il Centro Trasfusionale algherese, che opera in modo assolutamente efficiente presso il locale ospedale civile, sia previsto un declassamento a semplice Emoteca. Stupisce ed indigna inoltre che, mentre è stata riconosciuta la necessità del più qualificato Servizio Immunotrasfusionale al territorio di Lanusei, che conta solo 58.000 abitanti, in quanto presidio disagiato, la necessità di tale Servizio venga negata al territorio di Alghero, in quanto presidio turistico che supera costantemente tale numero ed arriva, per oltre 4 mesi all’anno, a ospitare non meno di 100.000 persone» scrive in una nota il Consiglio direttivo. Sulla questione c'era già stata qualche giorno fa la dura presa di posizione del sindaco Mario Bruno che aveva chiesto alla regione la correzione della delibera [GUARDA].

In conclusione: «tale menomazione della Sanità cittadina non potrà che avere ripercussioni negative anche sulle attività turistiche algheresi. E, se non verranno tempestivamente modificati i criteri che ispirano la Delibera RAS 6/15, sarà materialmente impossibile continuare a raccogliere il quantitativo di sangue raccolto finora grazie alla generosità dei donatori ed alla concreta attività delle relative Associazioni di Volontariato, tra cui primeggia la nostra. Inoltre è facile prevedere che ciò causerà nuove migrazioni per motivi sanitari verso località esterne alla nostra Isola con un aggravio delle spese a carico della nostra Regione e dei disagi per i sardi. Comporterà, infine, un inevitabile aumento dell’acquisto di sangue fuori dalla Sardegna e, conseguentemente, farà salire sensibilmente la somma di euro 5.700.000 sborsata nel 2015 per detti acquisti».
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