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Alguer.itnotiziesardegnaPoliticaRegione › Pigliaru incontra i ministri tunisini
A.B. 18 marzo 2016
Il presidente della Regione Autonoma della Sardegna ha incontrato i titolari dei Dicasteri dell´Educazione e degli Affari Regionali. Tavolo di lavoro con i governatori delle regioni
Pigliaru incontra i ministri tunisini


CAGLIARI - «I giovani sono il futuro, e la loro istruzione è per tutti noi una priorità. E questo vale, a maggior ragione, per un paese come la Tunisia, impegnata nell'importantissimo processo democratico al quale guardiamo con grande entusiasmo». Lo ha detto il presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, a capo della delegazione delle Regioni italiane in visita istituzionale in Tunisia, nell'incontro di questa mattina (venerdì) a Tunisi con il ministro dell'Educazione Neji Jalloul. “Il senso di questa riunione è scambiare punti di vista, conoscere le esigenze, individuare le strade migliori per portare avanti progetti comuni”, ha proseguito Pigliaru, sottolineando la presenza al tavolo delle università sarde, con il rettore dell'Ateneo sassarese Massimo Carpinelli e, per l'Università di Cagliari il prorettore alla Ricerca Micaela Morelli ed il prorettore all'Internazionalizzazione Alessandra Carucci.

«Sono tutte informazioni che sarà nostra cura condividere, al rientro in Italia, con il sistema delle nostre regioni, così da lavorare concretamente insieme. Per quanto riguarda la Sardegna, sappiamo di avere in comune i problemi della dispersione scolastica e della disoccupazione giovanile, così come sappiamo bene che è necessario migliorare l'apprendimento e insistere sulle nuove tecnologie. Noi stiamo investendo molto su tutto questo, e siamo ben contenti di ragionarne insieme». Tutti punti condivisi dal ministro tunisino, che ha auspicato la ripresa del ritmo della cooperazione che esisteva negli Anni Settanta, dichiarando la più ampia apertura in molteplici settori ed in particolare nelle relazioni culturali. Accompagnato a italiano a Tunisi Raimondo De Cardona, il presidente Pigliaru ha poi incontrato il ministro degli Affari locali Youssef Chaled, con il quale ha fatto il punto sul ruolo dei territori e sull'importanza di un'azione coordinata, capace di favorire processi di sviluppo comuni.

Tra gli argomenti trattati dal presidente della Regione Sardegna, quello dei rapporti istituzionali tra Governo centrale ed Amministrazioni Regionali e locali. «Nella profonda trasformazione che sta attraversando la Tunisia può essere particolarmente importante condividere la nostra esperienza di decentralizzazione e della specialità delle regioni italiane - ha detto Francesco Pigliaru - Sono passaggi fondamentali, su cui possiamo mettere a disposizione l'assistenza tecnica, per accelerare e sostenere un processo democratico il cui consolidamento è fondamentale per l'intero scenario mediterraneo. Decentramento significa portare democrazia partecipata in tutto il paese. I destini del Mediterraneo sono interconnessi. Senza pensare di essere uno contro l'altro possiamo crescere insieme - ha concluso Pigliaru - Aiutando voi aiutiamo noi stessi». Parole che il Ministro Chaled ha ripreso, sottolineando la difficoltà di realizzare le riforme previste dalla Costituzione proprio con particolare riferimento alla decentralizzazione, processo complesso e profondo.

Il rappresentante del Governo tunisino ha spiegato come la democrazia locale sia il prossimo passo da compiere, evidenziando come ci si lavori a partire dalla definizione del quadro normativo, considerando che è in essere anche il piano strategico 2016-20, elaborato con la partecipazione attiva dei territori. Subito dopo, nella sala del Ministero degli Interni, Francesco Pigliaru ha coordinato il tavolo di riunione con i governatori delle Regioni tunisine. Al centro del confronto, sono stati i temi del lavoro giovanile, del turismo, della cultura, dell'inclusione sociale, dello sviluppo sostenibile, esaminando i rapporti in atto tra i sistemi regionali e valutando ulteriori punti di incontro verso cui indirizzare nuovi progetti. «Il nostro ruolo, oggi, è quello di capire la visione di sviluppo che accompagna il vostro processo di democratizzazione, di raccogliere informazioni sulle vostre aspettative e portarle all'attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, perché sia facilitato l'incontro con investitori pubblici e privati», ha spiegato il presidente sardo. «Ci sono molte opportunità da cogliere all'interno di un programma come Eni, ma bisogna essere molto informati. Esistono progetti, grandi e piccoli, in capo ad alcune regioni italiane, con le quali i territori tunisini possono lavorare per realizzare insieme azioni di cooperazione internazionale e avere così accesso ai finanziamenti».

Nella foto: un momento dell'incontro tunisino
17:04
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