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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniPoliticaLa nostra verità sul Centro residenziale anziani
Stefano Lubrano 19 marzo 2016
L'opinione di Stefano Lubrano
La nostra verità sul Centro residenziale anziani


La recente opinione dei consiglieri Curedda, Fadda e Carta [LEGGI], esponenti del gruppo consiliare di maggioranza denominato Democratici per Alghero in merito all'esclusione del Consiglio comunale sull'avvio di una finanza di progetto per il Centro Residenziale per gli Anziani (CRA) è incentrato sull'esigenza della verità come elemento fondamentale per evitare che vi sia uno scollamento tra politica e società civile. Su questo punto concordiamo con i Democratici per Alghero. Esponiamo quindi gli elementi di verità sulla questione del CRA. In primo luogo se oggi gli algheresi manifestano, in tutti i sensi, la propria scontentezza per l'amministrazione Bruno e per i consiglieri di maggioranza non è certo per i comunicati delle forze di opposizione ma per fatti oggettivi.

E' verità infatti che molti cittadini che hanno votato e fatto votare Mario Bruno, che hanno votato e fatto votare i consiglieri delle liste che oggi costituiscono la maggioranza in Consiglio comunale, esprimono il loro totale disappunto nei loro riguardi, alcuni dei quali addirittura chiedendo scusa pubblicamente per il loro voto e la loro fiducia in essi riposta. In secondo luogo è verità che anzichè avviare un confronto ed una discussione su un tema delicato quale l'assistenza agli anziani nella sede primaria della nostra democrazia, il Consiglio comunale, anche in virtù delle esigenze imposte da norme sulla sicurezza e sull'agibilità del complesso, questa amministrazione ha preferito un percorso non consono.

Pensiamo che l'intervento sul tema fatto come Patto Civico, NCD e Psd'az in maniera circostanziata e puntuale non possa essere considerato elemento di divisione tra politica e cittadini ma anzi ha contribuito a dare voce proprio ai cittadini, e fra questi molti sono gli elettori delusi di questo sindaco e di questa maggioranza, cittadini che hanno espresso la propria contrarietà segnalando pubblicamente in ogni modo la problematica di una finanza di progetto avviata con la delibera di Giunta n.382 del 30.12.2015. E' verità che un project financing non è affatto "dinamico" come dichiarato da Curedda, Fadda e Carta, ma è decisamente "lento". L'iter procedurale, una volta definito il bando, e questa amministrazione nel fare i bandi ed espletarne le gare non è proprio un fulmine, non si conclude affatto con l'individuazione di un "promotore", ma si conclude dopo un secondo bando a cui partecipano ulteriori aziende che avranno come riferimento progettuale quello del promotore precedentemente individuato dalla procedura. Le necessità quindi di intervento "dinamico" per il CRA non coincidono affatto con la lungaggine della finanza di progetto.

E' verità che, nelle more dell'attivazione del bando per la finanza di progetto, a settembre 2016 vi è la scadenza dell'attuale contratto di gestione oggi espletato dalla KCS Care Giver, e l'amministrazione "sarà costretta" ad effettuare non una ma molte proroghe all'attuale azienda che gestisce il CRA, e questo è fuori luogo, inaccettabile e non consentito dalla norma, se non per massimo due proroghe. E' verità che se si coinvolgono i privati nella ristrutturazione e gestione del CRA questi lo facciano per un, legittimo, tornaconto. Il problema è che non stiamo parlando di un parcheggio, o di una centrale elettrica, perchè questi solitamente sono gli oggetti di investimento per cui una pubblica amministrazione, non avendo risorse, si rivolge ai privati, ma stiamo parlando della vita di persone anziane che riescono a malapena a permettersi di pagare una retta per essere ospitati nel CRA. Come riportato nella stessa delibera di Giunta n.382, oggi gli anziani riescono a pagare fino ad un massimo di 700 mila euro a cui si aggiungono i contributi della ASL che porta gli introiti a 900 mila euro.

Già oggi c'è uno sbilancio per € 1.320.000, che solo una amministrazione pubblica può essere giustificata a coprire, non certo i privati, a cui tra l'altro verrebbe chiesto di investire almeno 2 milioni di euro, facendo aumentare così la necessità di maggiori entrate. Pensiamo che non ci voglia una laurea in economia per capire che da qualche parte i privati dovranno recuperare i soldi, e lo potranno fare solo da chi si potrà permettere di pagare di più, molto, molto di più. Approfittiamo della disponibilità dei consiglieri Curedda, Fadda e Carta a voler parlare con verità chiedendo loro di esprimersi in maniera chiara, senza giri di parole, sulle motivazioni che li inducono a prodigarsi così tanto per investimenti ricettivi alberghieri a Maria Pia, anzichè un parco urbano come promesso in campagna elettorale. Ci aspettiamo naturalmente che ci dicano a noi e alla Città la verità.

*a firma Patto Civico, Nuovo Centro Destra Alghero, Psd'Az
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