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21 novembre 2016
«Pasquale Chessa non perseguibile»: così il terzo collegio dell’Ordine dei giornalisti del Lazio ha archiviato l’esposto di Gianni Olandi, contro il direttore responsabile di Alguer.it Quotidiano di Alghero, per una «presunta violazione della Carta di Treviso per la pubblicazione nel maggio 2015 di foto di minore scomparsa»
Assolti!


Su sollecitazione delle famiglie, nel corso del 2015, questo giornale ha pubblicato le foto e i nomi di minorenni scomparse. Si è trattato di una infrazione alla Carta di Treviso, il protocollo che protegge i minori limitando il diritto di cronaca. Un’infrazione prevista dalla stessa Carta, però, nell'interesse dei minori stessi. E quindi non perseguibile. Anzi encomiabile! La Carta di Treviso, per completezza dell’informazione, è un protocollo che disciplina i rapporti fra il diritto di cronaca e la difesa dei minorenni. All’articolo 2 e 3 prevede che sia «garantito l'anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca» e inibisce «la pubblicazione di tutti gli elementi che possano con facilità portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l'indirizzo dell'abitazione o della residenza, la scuola, la parrocchia o il sodalizio frequentati, e qualsiasi altra indicazione o elemento: foto e filmati televisivi non schermati, messaggi e immagini on-line che possano contribuire alla sua individuazione».

In effetti Alguer.it per due volte non ha seguito alla lettera gli articoli 2 e 3 della Carta. In quelle stesse occasioni i principali giornali della Sardegna hanno accolto le richieste pubbliche dei familiari che si sono rivolti agli organi di informazione per favorire il ritrovamento delle minorenni scomparse. Un caso di specie previsto nei dettagli dalla carta di Treviso.

E infatti il Terzo Collegio del Consiglio territoriale di disciplina nell’archiviare la denuncia, «ritenendo Pasquale Chessa non perseguibile», e quindi considerando implicitamente incauta la denuncia di Olandi (il pubblicista già vice presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna), il 28 settembre 2016 così sentenzia: «Letto quanto disposto dalla Carta di Treviso nel punto 8 in cui si afferma la norma vincolante per gli operatori dell’informazione di non pubblicare foto e notizie riguardanti minori, a meno che la pubblicazione non sia nell'interesse degli stessi … ritiene che l’affissione dei manifesti e la diffusione della notizia e della foto sui social da parte della famiglia costituisca … un’evidente richiesta di aiuto a tutti gli organi di informazione”».
E tutti o quasi, non solo Alguer.it, hanno allora prontamente pubblicato l’appello delle famiglie con foto e nomi delle minorenni scomparse. Che sono state felicemente ritrovate. Risultato in cui Alguer.it si riconosce e riconosce la funzione della informazione locale… Anche a costo di essere denunciati!
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