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Alguer.itnotiziecagliariOpinioniReferendumI Dem riaprano il dialogo a sinistra
Yuri Marcialis 5 dicembre 2016
L'opinione di Yuri Marcialis
I Dem riaprano il dialogo a sinistra


Con tanti iscritti del PD, che si riconoscono nelle posizioni della sinistra interna, stiamo avviando un dialogo e un'analisi del voto che certo si allargherà e approfondirà i temi, sin da subito si può dire che questo referendum sulla Costituzione ha avuto un esito importantissimo: ha dato modo a tanti italiani - come non se ne vedevano da tempo - di esprimersi su un tema di fondamentale importanza. L'esito è stato chiaro e inequivocabile sul fatto che le riforme proposte non erano quelle volute dagli italiani, ha vinto la difesa della Costituzione, intesa anche come baluardo difensivo verso la politica e i partiti quando questi si allontanino dagli interessi dei cittadini.

Pensiamo che questo risultato mostri al mio partito -il PD- che la strada verso il partito della nazione sia sbagliata e che non porti alcun risultato positivo. Nonostante la campagna e le pressioni un buon 25-30% degli elettori PD ha votato NO e a questi vanno aggiunti gli elettori persi negli ultimi anni a causa della perdita di rotta del Partito Democratico. La carta dei valori del PD, all'art. 3, dice che la sicurezza dei diritti e delle libertà risiede nella stabilità della Costituzione e nella certezza che essa non è alla mercé della maggioranza del momento. Inoltre impegna il PD a difenderne la stabilità e a metter fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza. Io credo che da oggi si debba ripartire perché il Partito Democratico si riappropri dei valori insiti nella sua nascita e delle ragioni forti dello stare insieme.

Il Partito Democratico è un partito di centrosinistra, la cui componente di sinistra non può essere cancellata o ignorata per aprirsi a Verdini o Alfano. A Cagliari ci son stati 60002 NO e 26075 sì (86077 voti validi). Alle ultime comunali (pochi mesi fa) la nostra coalizione vinse con 39900 voti contro 38536 di tutti gli avversari sommati (78436 voti validi). Si può facilmente vedere come un'altissima quota di nostri elettori (probabilmente circa 15000) abbia votato NO. In Sardegna il messaggio è stato ancor più forte e chiaro: il 72,22% dei sardi ha votato NO. Nonostante tutto il gruppo dirigente del PD regionale, il presidente della Giunta, la Giunta, i consiglieri e tutti i parlamentari del PD fossero apertamente schierati per il Sì.

E' evidente come il gruppo dirigente del PD abbia perso il contatto con il proprio mondo e nello stesso momento la percezione di ciò che accade intorno. Il Partito Democratico deve riaprire il dialogo a sinistra, iniziando dal proprio interno. E' il momento del dialogo e dell'unità sapendo che le compagne e i compagni del PD che, nonostante le difficoltà, a viso aperto hanno portato avanti una battaglia democratica sono coloro i quali hanno interpretato meglio il volere degli italiani. Serve un PD più vicino ai deboli, con un forte e chiaro orientamento di sinistra. Questa sconfitta impone di rivedere tutta la strategia del Partito in Italia e in Sardegna e un evidente passo indietro da parte di chi, nelle Istituzioni e nel partito, ci ha portato a questo punto.

*Assessore alla Pubblica istruzione, Sport e Politiche giovanili
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