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Mariangela Pala 19 dicembre 2016
Sarà ricordato come il prete anticonformista dal raro talento musicale e grande educatore. La comunità di Porto Torres si è fermata questo pomeriggio per l’ultimo saluto a Don Antonio Sanna
Una folla commossa per l´ultimo saluto a don Tonino


PORTO TORRES - Sarà ricordato come il prete anticonformista dal raro talento musicale e grande educatore. La comunità di Porto Torres si è fermata questo pomeriggio per l’ultimo saluto a Don Antonio Sanna. Una folla immensa e commossa ha partecipato alla messa nella chiesa di Cristo Risorto dove dal 1970 aveva svolto il suo servizio sacerdotale. Fondatore nel 1959 del Coro polifonico turritano per 37 anni ne curò la direzione ottenendo grandi risultati a livello nazionale e internazionale, un’esperienza che proseguì dopo con I Cantori della Resurrezione.

Hanno partecipato anche loro all’ omelia per salutare il prete originario di Bottida, ma appartenente ormai alla comunità turritana, e c’erano tutti i parroci della città, da Don Mario Tanca a Don Salvatore Ruiu, da Don Ferdinando Rum a don Michele Murgia che ha celebrato la messa insieme al vescovo padre Paolo Atzei. «In questi 12 anni del mio episcopato, con don Tonino ho avuto dei colloqui bellissimi, almeno uno ogni anno nei quali io ho colto la dimensione più vera, più creativa della struttura umana: quella della libertà». Così il vescovo racconta di aver colto in quella capacità di essere sempre se stesso «di stare dentro la storia con quella leggerezza dello spirito e con quella persuasione dell’educatore».

Un’impronta che lascia nelle persone che lo hanno conosciuto come sacerdote e come uomo appassionato della musica corale, quella da lui reinventata, adattata in modo originale, un lavoro gratificato da riconoscimenti e premi ottenuti in alcuni concorsi nazionali ed europei. «Mi piace pensare a don Tonino, senza rubare la tessera biografica che ognuno di voi conserva nella mente, sigillata dal ricordo della vicenda a Porto Torres dopo un anno di vice parrocato in Cattedrale a Sassari accanto al grande maestro di musica Aldo Porqueddu», ha aggiunto padre Atzei.

Dal 1966 parroco nella chiesa di Cristo Risorto «credo che qui non sia sorta una grande basilica ma è sorta quello che lui ha fatto da subito in semplicità e povertà trasmettendo calore e intensità umana. C’è stato quel filone musicale di cui voi avete goduto con bellissimi concerti a livello nazionale e internazionale», ricorda il vescovo. Sull’aspetto umano, sul suo essere un “prete insolito”, don Michele Murgia ha rievocato il loro primo incontro. «Quando ci siamo incontrati per la prima volta lui mi disse che non amava comandare ed io ho risposto che a me non piaceva obbedire». Da quel giorno è iniziato un rapporto di amicizia che ha permesso ad entrambi di intraprendere un cammino insieme, in perfetta sintonia, continuando a concelebrare la messa. Poi l’ultimo saluto di Don Murgia: «ora la sua stanza è viva anche in cielo e sappiamo che ogni giorno lassù è festa dove sarà a brindare alla nostra salute».
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