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Mariangela Pala 3 gennaio 2017
L’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana continua con le azioni svolte in collaborazione con il Parco dell’Asinara per il recupero e l’ospedalizzazione di esemplari di Caretta caretta.
Asinara e Capo Caccia insieme per la tutela delle tartarughe


PORTO TORRES - L’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana continua con le azioni svolte in collaborazione con il Parco dell’Asinara per il recupero e l’ospedalizzazione di esemplari di Caretta caretta. La collaborazione svolta con profitto negli anni scorsi si solidifica e si amplia oggi con la stipula di una convenzione tra enti, che vede i due parchi marini compartecipare alle spese per la condivisione del servizio medico-veterinario con responsabilità sanitaria e di mantenimento presso il centro di recupero dell’Isola dell’Asinara. Al centro della collaborazione, la salvaguardia delle tartarughe marine e dei cetacei.

Una unione di intenti finalizzata a creare una rete, la disponibilità alla condivisione della funzione medico veterinaria con responsabilità sanitaria e del servizio riabilitazione e mantenimento animali ospedalizzati. Nel centro recupero animali marini dell’Asinara (Crama) diversi esemplari hanno trovato ricovero e dopo essere state recuperate e curate hanno ritrovato la loro libertà nel mare del golfo dell’Asinara. La specie di tartaruga Caretta caretta è molto minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo e a rischio di estinzione nelle acque territoriali italiane. La Caretta caretta è una tartaruga ancora poco conosciuta come del resto la maggior parte delle tartarughe marine.

Secondo i dati della Fao ogni anno, fino a 60mila tartarughe marine, sono catturate accidentalmente nel Mediterraneo durante le operazioni di pesca professionale: di queste 10mila solo in Italia, con una mortalità degli animali che va dal 10 al 15%. Ogni peschereccio può arrivare a catturare involontariamente fino a venti tartarughe in una sola battuta di pesca. Le minacce che mettono a rischio la vita delle tartarughe marine Caretta caretta – la specie più diffusa nel Mediterraneo – sono anche altre: l’intenso traffico nautico, il turismo nelle spiagge dove avviene la deposizione delle uova, l’erosione delle coste e l’inquinamento delle acque. La durata della convenzione tra Comune di Alghero, ente gestore dell’Area Marina Capo Caccia - Isola Piana e Parco nazionale Asinara è stabilita in dodici mesi, rinnovabili.
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