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Alguer.itnotiziecagliariOpinioniRegioneMilioni agli immigrati, sardi tagliati
Bartolomeo Porcheddu 5 gennaio 2017
L'opinione di Bartolomeo Porcheddu
Milioni agli immigrati, sardi tagliati


Chiedete al vostro vicino di casa o collega di ufficio quanti figli hanno senza lavoro o fuori di casa e vi risponderanno che sono due su tre. Già, perché la media dei giovani disoccupati in Sardegna è quasi del 60percento, a cui si devono aggiungere quelli che non sono iscritti agli uffici di collocamento o che fanno lavori saltuari e quelli che hanno trovato occupazione fuori dall’Italia. Una vera e propria catastrofe umanitaria senza precedenti sia per le famiglie, che soffrono per le difficoltà e il distacco dai loro figli, sia generazionale per la disgregazione sociale dei giovani che abbandonano il loro luogo d’origine per trovare sistemazione altrove.

Quello che sta accadendo nella nostra Isola è indescrivibile: due generazioni di giovani abbandonano la Sardegna per mancanza di lavoro e, contemporaneamente, si fanno entrare nel nostro territorio migliaia di migranti da ogni parte dell’Africa, che non sfuggono dalla guerra, ma dalla povertà, come i nostri figli. Da un lato ci sono le famiglie sarde che pagano le tasse per mantenere i servizi e per aprire il mercato del lavoro ai loro figli, dall’altro si spendono milioni di euro per mantenere migliaia di migranti che entrano in Sardegna. Da una parte importiamo assistiti che campano alle nostre spalle, dall’altra costringiamo i nostri giovani talenti a emigrare in altri paesi per trovare lavoro.

Che cosa sta succedendo? Sono forse queste le leggi di mercato in cui la domanda e l’offerta si compensano in relazione alla disponibilità nel luogo di posti di lavoro? O forse siamo di fronte a un indirizzo politico diretto a privilegiare con “aiuti di stato” lavoratori a basso costo che entrano nel nostro paese, anche se illegalmente, per sostituire i nostri giovani che invece pretendono uno stipendio garantito dalla legge? La risposta a queste domande è arrivata dal governo italiano, che ha previsto l’istituzione in ogni regione di un centro di accoglienza per migranti, e dalla Regione Sardegna che ha pubblicato un bando di finanziamento per soli migranti, tagliando fuori i sardi.

Il bando della Regione Autonoma della Sardegna del 30 dicembre 2016, chiamato “Diamante impresa”, pubblicato nel pieno delle feste forse per farlo passare inosservato ai sardi, che prevede lo stanziamento di più di 2milioni di euro da destinare ai “cittadini di paesi terzi”, è uno schiaffo in pieno volto a tutti i nostri giovani che cercano qui in Sardegna il loro avvenire. Rappresenta un affronto ai pochi soldi che vengono destinati per le attività imprenditoriali giovanili sarde. Costituisce una presa in giro ai comuni che non riescono più a garantire i servizi essenziali ai propri residenti. È senz’altro un insulto ai disoccupati e alle loro famiglie che vivono in Sardegna. Fermiamo questa politica per fermare qui i nostri giovani.

* presidente di Sardigna nostra
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