Alguer.it
Notizie    Video   
NOTIZIE
Alguer.it su YouTube Alguer.it su Facebook Alguer.it su Twitter
Alguer.itnotizieportotorresCulturaCinema › Vince nelle sale il film ambientato all’Asinara
Mariangela Pala 9 gennaio 2017
“La stoffa dei sogni” si scopre come il candidato ideale per un Oscar al miglior film straniero. Girato nella perfetta quinta teatrale dell’isola dell’Asinara, sta vincendo ai botteghini: il film che sulla carta aveva spaventato i produttori è il più visto al cinema degli ultimi giorni
Vince nelle sale il film ambientato all’Asinara


PORTO TORRES - “La stoffa dei sogni” si scopre come il candidato ideale per un Oscar al miglior film straniero. Girato nella perfetta quinta teatrale dell’isola dell’Asinara, sta vincendo ai botteghini: il film che sulla carta aveva spaventato i produttori è il più visto al cinema degli ultimi giorni. In sé contiene la lezione dei grandi maestri, il regista Gianfranco Cabiddu rifacendosi liberamente al testo di Edoardo De Filippo "L'Arte della Commedia" (di cui il regista sardo è stato tecnico del suono ed a cui il film è dedicato) ed a "La Tempesta" di William Shakespeare, ha costruito un'opera in cui in pratica fa un'esaltazione dell'attività teatrale e del mondo dell'arte in generale, visti come strumenti per evadere dalla realtà e sollevare e nobilitare gli animi delle persone, anche quelle più umili.

Un miscuglio di falsità e finzione magicamente interpretato da grandi attori del cinema italiano: Sergio Rubini, Ennio Fantastichini e Renato Carpentieri (nella parte di un pericoloso boss mafioso), per citarne solo alcuni. "La Stoffa dei Sogni" racconta una storia un poco surreale che si svolge nell'isola dell'Asinara, dove risiede il carcere, e dove, dopo una terribile tempesta, riesce ad approdare una nave di naufraghi composta da una strampalata compagnia teatrale itinerante ed un gruppo di carcerati con le loro guardie. Una volta giunti sul suolo dell'isola, il capocomico (Sergio Rubini) conosce il direttore del carcere (Ennio Fantastichini) che convince a dargli il permesso di allestire e portare sulla scena "La Tempesta" di Shakespeare, riuscendo così anche a nascondere in seno alla compagnia alcuni dei detenuti scampati al naufragio.

Trascorrono così le giornate di permanenza all'isola nella grande confusione e soprattutto nella più completa disorganizzazione per la messa in scena della tragedia shakespeariana sino alla fine quando, e con numerose avventure nel frattempo vissute personalmente dai vari personaggi, bene o male l'opera viene rappresentata sul palcoscenico con molta ammirazione e divertimento da parte di tutti gli isolani, carcerati e non. La compagnia poi ripartirà dall'Asinara con un battello al fine di portare in giro il proprio spettacolo lasciando sull'isola con i suoi poco numerosi abitanti ed i carcerati ma dando la possibilità ad uno di loro addirittura di compiere una fuga d'amore. Insomma un film ricco di sorprese, una metafora sulla libertà degli artisti e sul teatro raccontata su un isola per tanti anni sede di costrizione. Splendida e da ammirare la fotografia e le riprese dell'isola dell'Asinara, quanto mai magica e suggestiva nella sua ruvidità del paesaggio naturale e nei suoi colori più intensi che mai.
19/1/2017
L´ideatore e direttore del “Life after oil Film Festival”. la cui quarta edizione si terrà a Tula, ha vinto il premio “Best International Documentary” al “Rajasthan International Film Festival 2017” con il film “Goa. The Land of Shiva”
© 2000-2017 Mediatica sas