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Alguer.itnotiziesardegnaCulturaCinema › Il cinema sardo sbarca a Biella
Red 9 gennaio 2017
Sabato sera, nelle sale del Punto Cagliari, quarto appuntamento con Su Nuraghe Film. In cattedra Gianni Cilloco, sardo di seconda generazione, che presenterà Treulababbu, l’opera di Simone Contu, con ingresso libero
Il cinema sardo sbarca a Biella


CAGLIARI - Sabato 14 gennaio, alle ore 21, nelle sale del Punto Cagliari di Biella, è in programma il quarto appuntamento con “Su Nuraghe Film”. In cattedra Gianni Cilloco, sardo di seconda generazione, che presenterà “Treulababbu”, l’opera di Simone Contu (2013, 80'), con ingresso libero.

Il film si compone di due episodi: nel primo, Conca Niedda, la capretta di Efisio, infastidisce i vicini con i suoi belati. Il Maestro Trudu, padre del piccolo Efisio, non ha il coraggio di confessare al piccolo la triste realtà: Conca Niedda, diverrà il loro pranzo di Natale. Efisio lo scoprirà nel peggiore dei modi. Il padre, incapace di parlare con il proprio figlio, continuerà a raccontargli bugie, ed Efisio, avvalendosi dell'involontario aiuto di due strambi poliziotti dall'accento milanese, riuscirà a prendersi la sua rivincita.

Nel secondo episodio, Vincenzo ed i suoi genitori adottivi si trasferiscono in Sardegna. Il piccolo dovrà vedersela con una banda di monelli ai quali prometterà di arrivare a scuola in groppa ad un bellissimo cavallo bianco. Dopo aver inutilmente cercato di ottenerne uno dai genitori, la vecchia tzia Antona gli racconta la storia di Oramala: un diavolo che esaudisce qualsiasi desiderio a chiunque gli riporterà l'asino magico rubatogli dalle anime dei bambini morti. Quella notte, presenze misteriose abitano la stanza di Vincenzo e lo attirano fuori di casa. Due beffardi ed irriverenti nanetti lo aiuteranno a trovare l'asino magico. Vincenzo, durante la sua missione, riacquisterà un diritto inalienabile: quello di sognare e sentire il mondo col suo cuore di bambino. Per l’occasione, si radunano non solo i componenti della famiglia, ma anche amici e vicini di casa, scena che si ripete da centinaia d’anni, custodendo la tradizione dell’oro rosso.
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