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Alguer.itnotiziealgheroSportCalcio › L´Ossese sbanca il Mariotti con troppi botti
Antonio Sini 9 gennaio 2017
Incredibile comportamento di pochi tifosi al seguito, che si sono dilettati per tutta la durata dell’incontro al lancio di petardi e fumogeni. «Comportamento da censurare», dichiara il dirigente della 1945 Alghero Gianni Cherchi
L´Ossese sbanca il Mariotti con troppi botti


ALGHERO - Dopo la sosta natalizia programmata è ripreso il campionato di calcio di Prima categoria. La 1945 Alghero aveva subito di fronte la prima della classe, l’Ossese. La capolista come noto ha vinto [LEGGI], ma l’Alghero non ha sfigurato, anzi. Al giro di boa mancano due turni, e ieri (domenica), come non mai, si è avuta la certezza che questa squadra ha tutte le carte in regola per potersi salvare. La società guidata da Antonio Meloni, sta compiendo sforzi immani, e tocca con mano quanto sia arduo presentarsi al “cosmo calcio” come Alghero. Dalla riapertura delle liste di trasferimento, l’Alghero non ne esce sconvolta, ma conferma l’intelaiatura originaria.

Il dirigente giallorosso Gianni Cherchi, come sempre, riesce a fotografare lo stato delle cose: «Abbiamo cercato di puntellare la squadra, specie con dei giovani che hanno voglia di crescere. Purtroppo si prende atto che il percorso da qui alla fine del campionato sarà arduo, ma c’è da parte di tutti la consapevolezza che è possibile. E per noi l’obiettivo rimane sempre la salvezza, giusto per gettare le basi di un possibile rilancio. Ma è inutile negare – chiosa Cherchi – che ogni progetto naufraga se la città non ci aiuta. E ci si riferisce a chi in questa città ha la possibilità di sostenerci. Oggi purtroppo tutto è legato alle nostre possibilità, non eccelse, e come si sa i bilanci societari hanno bisogni di sostegni di imprenditori, di chi fa impresa, e non parliamo di cifre iperboliche». Il discorso di Gianni Cherchi, semplice e condivisibile, portato avanti da tempo, trova difficoltà a mettere radici. Tanti a parole si mostrano interessati, ma poi nei fatti latitano. E nel mentre, purtroppo, la società e la squadra deve vivacchiare, aspettando tempi migliori.

Ieri, al Mariotti, i tifosi di dell’Ossese hanno messo a dura prova la pazienza dei presenti di fede giallorossa. I tifosi organizzati, seduti negli ultimi gradoni della tribuna, hanno dato il peggio di un tifo distante anni luce dalla realtà. Più che organizzati a incitare la loro squadra, che in verità non girava a mille,si sono dilettati a lanciare petardi per tutti i 90' dell’incontro. Petardi molto potenti, che hanno disturbato non poco gli algheresi attoniti. Fumogeni che ammorbavano l’aria e la rendevano irrespirabile. E il dirigente Cherchi che ha provato a sensibilizzare i presenti a smettere, si è trovato contro un muro di gomma. Neanche a parlare con i vicini di seduta, più adulti e magari più saggi, ha sortito effetto. La risposta laconica e disarmante è stata: «Ognuno manifesta il proprio tifo come crede». Ma a ben vedere, si confonde il tifo con manifestazioni di inciviltà che mal si addicono al nostro tempo. E pare proprio che qualcuno dimentica che lo sparo dei petardi, all’interno dello stadio è un atto vietato perseguibile dalla legge, e che l’Alghero rischia di essere multata, pur non essendo responsabile.

Giusto per non pensare che l’atteggiamento censurabile di pochi, possa macchiare l’ottimo comportamento degli altri tifosi al seguito della squadra, si segnala un momento conviviale che porta lontano nel tempo, quando al calcio pomeridiano si associava la condivisione di un bel bicchiere vino. E per accompagnare il tutto, in tribuna, un tifoso ospite ha trovato il tempo di affettare dell’ottima salsiccia, offrirla e accompagnarla con il vino novello giusto per dimostrare che questo è il calcio casereccio che piace. Quel calcio fatto di attaccamento alla maglia, di campanilismo, e di convivialità. Un calcio dal sapore antico.
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