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Red 15 febbraio 2017
La Comunità mondiale della longevità, il Consolato onorario di Belarus in Sardegna e l´Accademia delle Scienze Repubblica Belarus si aprono a nuove collaborazioni di ricerca scientifica sull´invecchiamento sano ed attivo
Invecchiamento sano: collaborazione Bielorussia-Sardegna


CAGLIARI - Sardegna e Bielorussia sono due territori del Vecchio continente con una forte presenza di ultracentenari: 483nell'Isola e 415 nella Repubblica di Belarus. Questi numeri ed altri dati come il rapporto tra uomini e donne di sette ad uno a favore delle ultime in Bielorussia, un rapporto tra uomini e donne di tre ad uno a favore delle donne in Sardegna, con punte di uno a uno nella Blue Zone dell’Ogliastra e nel dettaglio la distribuzione nei rispettivi territori in zone rurali e ruolo di variabili come stili di vita ed alimentazione, sono stati presentati nel corso di un Seminario scientifico internazionale tenutosi nel novembre 2016 a Minsk.

Alla luce di quanto emerso nell'appuntamento (a cura dell'Osservatorio internazionale sulla longevità ed organizzata in collaborazione tra la Regione autonoma della Sardegna, la Comunità mondiale della longevità, la sede sarda del Consolato onorario della Bielorussia, l'Accademia nazionale delle scienze Repubblica Belarus ed il Centro relazioni internazionali del Ministero dell’Istruzione) e degli stretti rapporti tra la Bielorussia e la Sardegna, sono in fase di formalizzazione una serie di accordi di ricerca e collaborazione. In particolare, queste intese riguarderanno lo studio della relazione tra invecchiamento sano ed attivo, longevità, benessere ed alimentazione e che coinvolgono in modo specifico i ricercatori della Comunità mondiale della longevità e del Centro di ricerca nutraceutica sull'alimentazione dei centenari, presieduto da Roberto Pili e gli studiosi della prestigiosa Accademia nazionale delle Scienze Belarus.

«La collaborazione sarà incentrata su ricerca e diffusione di esperienze di buona prassi. Contiamo di ospitare ricercatori e studenti bielorussi - precisa Pili - per studiare sul campo la nostra realtà, successivamente verranno inviate delegazioni della Regione e rappresentanti della Comunità mondiale della longevità. In particolare gli ospiti della Bielorussia parteciperanno ai corsi della Scuola per la promozione della longevità e dell’invecchiamento attivo dove, partendo dalle più avanzate conoscenze scientifiche sul campo, vengono formate secondo un approccio bio-psico-sociale, figure professionali specializzate nel campo della promozione dell’invecchiamento sano ed attivo e dell'assistenza agli anziani fragili». Il console onorario bielorusso Giuseppe Carboni sottolinea: «è di fondamentale importanza per la Bielorussia lo sviluppo di partnership strategiche con la Sardegna nei campi individuati durante la Conferenza Internazionale di Minsk dello scorso novembre. Questo primo momento di cooperazione ha fornito uno spunto per ulteriori collaborazioni nel settore della promozione territoriale, dove i rapporti sardo-bielorussi creano utili sinergie capaci di ricadute positive nel più ampio mercato eurasiatico che comprende importanti realtà come quella russa e kazaka».

La scuola fondata nel 2014 e diretta da Roberto Pili, in linea con i principi guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, svolge importante azione culturale di educazione all’invecchiamento attivo. «Le esperienze locali ed il virtuoso legame tra stili di vita, alimentazione e longevità sono oggetto di riflessione comune – riprende il presidente – così come le rispettive realtà sociali, culturali ed ambientali, sono oggetto di studi comparativi». Il grande lavoro svolto da questo importante Centro con sedi ad Assemini, per le metodologie applicate, ha incontrato l'interesse di gruppi scientifici, istituzioni internazionali ed è stata meta di visite da parte di delegazioni straniere come quella dello scorso giugno guidata dall’ambasciatore bielorusso Alexsandr Guryanov e che ha ulteriormente rafforzato la prosecuzione di una collaborazione sardo-bielorussa che data ormai diversi anni in campo sociale e sanitario. Per diversi aspetti, il gruppo di ricercatori del Centro di Assemini ha fatto da apripista ad una serie di collaborazioni internazionali per fare il punto sulla necessità di adottare misure utili per fronteggiare il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale.

«Attualmente i costi sociali e sanitari legati per le persone ultrasessantacinquenni rappresentano circa i 2/3 dei costi della sanità – dichiara Roberto Pili - e in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione, diviene ancora più importante attuare forme integrate di prevenzione sanitaria, promozione della qualità della vita anche al fine di consentire un contenimento dei costi sanitari, i vantaggi di scelte simili possono essere innumerevoli». Il Gruppo di studio della Comunità mondiale della longevità si è distinto per la forte vocazione alla diffusione delle conoscenze sul tema, partendo dalla letteratura scientifica e dalle esperienze di buone prassi sono giunti alla descrizione del modello di invecchiamento dinamico ed evolutivo, nel quale l’invecchiare rappresenta sempre più a tutte le latitudini un fenomeno comunitario e sociale. Il presidente della Comunità mondiale della longevità conclude: «la riflessione su stili di vita e alimentari, rappresentano la chiave di volta nella programmazione di interventi utili a governare adeguatamente il progressivo invecchiamento della popolazione a livello mondiale. L'attenzione a tutte le fasi del ciclo di vita determina la consapevolezza che la salute si costruisce sin dall’infanzia».
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