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Alguer.itnotizienuoroEconomiaEconomia › Industria, crisi nel centro isola. «Basta promesse, serve agire»
Red 7 marzo 2017
Nuovo grido di allarme delle imprese. Se ne parlerà venerdì prossimo al convegno a cui parteciperanno il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia e il governatore Francesco Pigliaru
Industria, crisi nel centro isola
«Basta promesse, serve agire»


NUORO - Nuovo grido di allarme dalla Sardegna centrale. A lanciarlo è la Confindustria che avverte: «I numeri dicono che il Nuorese e l'Ogliastra sono sempre più in recessione: oltre allo spopolamento avanza la desertificazione delle imprese con gli industriali che se ne vanno. Alla Regione diciamo: basta promesse bisogna agire». Se ne parlerà più diffusamente venerdì prossimo al convegno "Zone interne: il Mezzogiorno della Sardegna" a cui parteciperanno il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia, il governatore Francesco Pigliaru e, in collegamento audio, il ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

«Presenteremo per l'ennesima volte le nostre sei proposte affinché le imprese delle zone interne dell'Isola siano messe nella condizione di tutte le altre imprese d'Italia - ha spiegato il presidente degli industriali del centro Sardegna Roberto Bornioli - Abbiamo bisogno di un'Agenzia regionale che pensi tutti i giorni a queste aree, di una fiscalità di vantaggio, di infrastrutture, non abbiamo banda larga, fognature, reti telefoniche, spesso manca anche l'acqua».

Critico anche Attilio Dedoni, capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale: «la verità è che la Giunta non ha soldi in cassa, per questo non è in grado di fare niente di concreto per affrontare i problemi delle zone interne». E prosegue: «I sindaci, nel corso della seduta congiunta tra il Consiglio regionale e il Consiglio delle Autonomie Locali che si è tenuta la scorsa settimana, hanno ribadito quali sono le priorità, su tutte la creazione di lavoro e il rilancio dell’economia locale. Sul punto, però, non si capisce quali investimenti la Regione intenderebbe portare avanti, dal momento che non risulta alcuna azione dell’esecutivo al riguardo.»
Commenti
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Il patron di Moby ha un debito con lo Stato di 180 milioni di euro per l’acquisizione di Tirrenia in amministrazione straordinaria e la prima rata del Prezzo Differito, scaduta quasi un anno fa, non è stata pagata. È tutto nero su bianco nella settima relazione della gestione commissariale di Tirrenia che si riferisce al periodo che va dal 1° gennaio al 30 giugno 2016
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Sarà pronto entro due mesi e servirà a decidere la destinazione dei fondi di ingegneria finanziaria. Servirà a decidere la destinazione dei fondi di ingegneria finanziaria aperti presso la Sfirs, circa 300 milioni di euro, durante la precedente legislatura
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