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Alguer.itnotizieportotorresEconomiaLavoro › «Dei 6 lavoratori Edicom rientrati nessuno è di Porto Torres»
Mariangela Pala 9 marzo 2017
Sulla questione è intervenuto il consigliere comunale del Partito democratico Massimiliano Ledda che accusa, «di questi 6 lavoratori rientrati nessuno è di Porto Torres. Ancora una volta si penalizzano le maestranze locali a favore di quelle esterne frutto del mancato rispetto del famoso addendum della chimica verde mai applicato»
«Dei 6 lavoratori Edicom rientrati nessuno è di Porto Torres»


PORTO TORRES - Rientro al lavoro per 6 lavoratori edili Edicom. Questa mattina hanno potuto riprendere l’attività solo una parte dei 25 operai dichiarati in esubero dall’azienda. Per gli altri è prevista una turnazione e ferie forzate come stabilito dall’amministratore dell’azienda Bruno Rubattu in occasione dell’incontro con i lavoratori avvenuto ieri presso la portineria mare. Nel frattempo c’è attesa per il tavolo istituzionale che il prefetto di Sassari Giuseppe Marani si è impegnato a convocare con le aziende Eni e le organizzazioni sindacali Fillea - Cgil, Filca - Cisl e Feneal - Uil per risolvere il problema dei lavoratori dell’indotto, settore manutenzioni, che rischiano di uscire definitivamente dal mercato del lavoro e di perdere anche gli ammortizzatori sociali.

Sulla questione è intervenuto il consigliere comunale del Partito democratico Massimiliano Ledda che accusa, «di questi 6 lavoratori rientrati nessuno è di Porto Torres. Ancora una volta si penalizzano le maestranze locali a favore di quelle esterne frutto del mancato rispetto del famoso addendum della chimica verde mai applicato». In quel documento Ministero e Regione si impegnavano con le aziende committenti di Eni a portare avanti tutte le azioni tese a tutelare i lavoratori dell’indotto e del sistema delle imprese locali anche mediante la loro utilizzazione negli interventi di bonifica e nella realizzazione degli impianti oggetto del protocollo d’intesa.

«Per tutelare le professionalità locali dovrebbero intervenire anche le istituzioni locali - aggiunge Ledda - al fine di monitorare la situazione dei tanti lavoratori che rischiano il posto sotto gli occhi di un’amministrazione assente sulle tematiche del lavoro». In un territorio colpito da una crisi devastante, «il problema dell’occupazione sembra lasciare indifferenti le istituzioni a tutti i livelli - prosegue il consigliere dem – mentre la questione investe l’intero territorio del nord Sardegna e oggi in questo particolare momento storico tutta la città dovrebbe essere solidale di fronte al dramma che vivono le imprese e le famiglie».

La denuncia sulla carenza di lavoro era partita dalle organizzazioni sindacali Fillea - Cgil, Filca - Cisl e Feneal - Uil che avevano incontrato il prefetto di Sassari per sensibilizzare le forze politiche regionali e nazionali, affinché si potesse trovare soluzione alla scarsità di lavoro, «spesso bloccato dalla burocrazia – accusavano le tre sigle - trovando soluzioni nel famoso “addendum” che sino ad oggi è stato disatteso proprio dalla politica».
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