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Mario Nonne 11 marzo 2017
L'opinione di Mario Nonne
Ecco la verità sull´agro, i numeri non mentono


Inizio col dire che il piano è stato frutto di due anni di duro lavoro, che ha visto impegnata non solo l’amministrazione ma anche una moltitudine di tecnici e persone competenti. Sicuramente non è perfetto, ma è bene sottolineare che era necessario tener conto di una serie di leggi vigenti in materia, dalle quali non si poteva trascendere. Mi riferisco al PPR e al PAI, entrambi di competenza regionale, che pongono delle condizioni di vincolo, secondo il mio modesto parere alquanto esagerate. La mia scelta espressa in consiglio deriva dal fatto che i poderi nell’agro che gioveranno delle misure contenute nel piano, sono una quantità maggiore rispetto a quelli che avranno dei vincoli.

Per essere precisi i poderi vincolati risultano essere circa 35, mentre i poderi che potranno usufruire dei benefici, nel caso specifico lotto minimo di 4 ettari, casa residenziale di circa 130 mq, capannoni ricovero attrezzi, strutture multifunzionali correlate all’agricoltura (b&b, agriturismi), saranno: Località Arenosu 37, Località Fighera Casa Sea 28, Guardia Grande 87, Località Lazzaretto 62, S.M. La Palma 67, Sa Segada 84, Località Zirra 58, Corea 60. E’ da specificare che si tratta di poderi storici e che rispetto ad anni addietro le case sono raddoppiate, dunque l’intervento messo in atto dal piano risulta essere ancora più consistente. Malgrado alcune criticità che il piano presenta, su cui mi impegnerò con tutte le mie forze affinchè siano posti in essere dei correttivi, mi preme sottolineare che da decenni l’agro aspettava uno sblocco dal punto di vista urbanistico, che non offuscasse la vera vocazione della bonifica, ovvero l’agricoltura, uno dei maggiori punti di forza di tutto il territorio.

Finalmente oggi con l’approvazione del piano gettiamo le basi per un serio rilancio del settore agroalimentare e turistico. Mi rivolgo a tutte le persone che in questi giorni hanno contestato la mia scelta politica priva di ogni condizionamento, ma mossa solo da un severo spirito di responsabilità: se si fossero trovati al mio posto che cosa avrebbero scelto? Un amministratore non ha forse l’obbligo di valutare politicamente quale sia il bene collettivo? Nel 2014 sono stato delegato da tante persone dell’agro e della città, a rappresentarli, nel bene e nel male. Io che ho mosso i miei primi passi nel mondo dell’agricoltura che ero poco più di un bambino, io che ho vissuto sulla mia pelle tutte le crisi che questo settore ha passato e sta passando, non ci sto a sentirmi dire che non faccio gli interessi degli agricoltori. Sicuramente mi sbaglio, ma chi si è opposto così fermamente a questo piano, forse non aveva interesse a difendere l’agricoltura ma qualcos’altro.

*consigliere comunale "Per Alghero"
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