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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniUrbanisticaSulle coste nessuna trasformazione ecosostenibile
Carmelo Spada 2 aprile 2017
L'opinione di Carmelo Spada
Sulle coste nessuna trasformazione ecosostenibile


La Sardegna ha bisogno di una legge urbanistica che sappia mantenere la tutela della fascia costiera mettendo in sinergia le città costiere, le zone interne e le aree agricole. Grazie a tale strategia potrà maturare lo sviluppo sostenibile della Sardegna per le presenti e le future gene- razioni. Infatti, i flussi turistici nel mondo globalizzato si intercettano con la qualità ambientale diffusa, le produzioni agroalimentari di qualità, l’artigianato artistico e l’alta formazione delle giovani generazioni nell’ambito dell’accoglienza e dell’enogastronomia. Questa direzione strategica potrà concretizzarsi se la Sardegna, isola nel Mediterraneo, saprà sciogliere il nodo dei trasporti internazionali, nazionali, e della mobilità interna. Il Wwf chiede alla Giunta regionale che il DDL sull’urbanistica venga emendando e modifica- to nella direzione della tutela ambientale già contenuta nella normativa nazionale e regionale in vigore. Il Wwf ritiene che sulla fascia costiera dei 300 metri dalla battigia non possa esservi trasformazione “ecosostenibile”.

Il DDL urbanistica presentato in questi giorni dalla Giunta regionale della Sardegna contiene diverse criticità che non possono trovare positivo riscontro da parte del WWF Sardegna. Esso prevede la trasformazione e l’edificabilità nella fascia costiera dei 300 metri ed in altri ambiti di pregio paesaggistico in contrasto con l’art. 10 bis della Legge Urbanistica regionale n. 45 del 1989 e del PPR del 2006. Tale fascia di tutela è stata stabilita, sin dal 1985, dalla legge 431 (Legge Galasso) da cui discende la normativa regionale citata. E’ il caso di ricordare che queste politiche di pianificazione paesaggistica e urbanistica, unite a quella della valorizzazione delle aree naturali e culturali della Sardegna, hanno portato a risultati positivi anche in relazione ai flussi turistici che cercano qualità ambientale, come dimostrano i recenti riconoscimenti (“Best beach destination - Europe”) ottenuti a Mosca dalla Sardegna come destinazione europea per le migliori spiagge.

L’inedificabilità della fascia costiera si è rivelata una scelta lungimirante sia dal punto di vista ambientale sia economico, nel medio e nel lungo periodo, come documentano, peraltro, diversi studi di carattere economico che confermano la necessità strategica della tutela, in quanto permette alla risorsa natura- le di generare in futuro almeno tanto reddito quanto è capace di generarne oggi. Un altro dato non condivisibile è contenuto nell’articolo n. 43 del DDL (Programmi e progetti eco-sostenibili di grande interesse sociale ed economico) in cui si afferma che i comuni, in forma singola o associata e la Regione, anche con il concorso di altri soggetti pubblici e con l’eventuale partecipa-zione di soggetti privati, possono proporre programmi o progetti ecosostenibili di grande interesse sociale ed economico. Tale assunto introduce una sostanziale involuzione: si passa dalla pianificazione territoriale e urbanistica a quella in deroga a cui si aggiunge una fuorviante etichetta di “ecosostenibilità”.

Il Wwf ritiene che sulla fascia costiera dei 300 metri dalla battigia non possa esserci trasformazione ecosostenibile. Il Wwf auspica che la futura legge urbanistica mantenga la tutela della fascia costiera armonizzando- si, necessariamente, con il PPR, la normativa nazionale e la Convenzione Europea sul Paesaggio; che punti allo sviluppo sostenibile delle città costiere e delle zone interne con la riqualificazione e rigenerazione urbana e con la definitiva redazione e approvazione dei Piani Urbanistici Comunali e dei Piani di Sviluppo Rurale. In tal senso si auspica la tutela dei paesaggi agrari favorendo le produ- zioni agroalimentari di qualità senza contrarre il limite dei tre ettari per poter realizzare cubature. Il Wwf, infine, auspica che in Sardegna si ponga in essere una rete regionale per la fruizione dei beni culturali, dei parchi naturali, geo-minerari, delle aree marine protette e dell’artigianato artistico rea- lizzabili con adeguate strategie di mobilità sostenibile a basso impatto ambientale.

*delegato WWF per la Sardegna
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