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Red 3 aprile 2017
La pièce debutterà in prima regionale martedì 4 aprile alle 20.45 al Teatro Centrale di Carbonia, per approdare mercoledì 5 aprile alle 21 al Teatro Tonio Dei di Lanusei e infine giovedì 6 aprile alle 21 al CineTeatro Olbia di Olbia
La pièce di Paravidino debutta nell´isola


LANUSEI - Viaggio tra le paure reali e immaginarie con “I vicini” - scritto, diretto e interpretato da Fausto Paravidino (uno degli artisti più interessanti della scena italiana contemporanea), protagonista sulla scena assieme a Iris Fusetti, Davide Lorino, Barbara Moselli e Sara Putignano: la pièce debutterà in prima regionale martedì 4 aprile alle 20.45 al Teatro Centrale di Carbonia, per approdare mercoledì 5 aprile alle 21 al Teatro Tonio Dei di Lanusei e infine giovedì 6 aprile alle 21 al CineTeatro Olbia di Olbia.

Una storia vagamente surreale – tra misteriosi incontri e apparizioni di fantasmi - che mette a nudo le moderne inquietudini tra i sottili equilibri di una relazione di coppia e il rapporto con gli altri: i mura della casa disegnano un confine simbolico tra uno spazio intimo e protetto e il mondo esterno, tra il conosciuto e l'ignoto, ma le voci e rumori che oltrepassano le pareti lasciano indovinare, o inventare volti e vicende sugli altri abitanti del palazzo o del quartiere – di oggi e di ieri.

Il drammaturgo indaga tra gli stati della mente e lo stato delle cose, lasciando affiorare le piccole manie e le stravaganze, i dubbi e le indecisioni, la solitudine, le frustrazioni e tutte le piccole e grandi tragedie del quotidiano: i luoghi familiari si trasformano e ispirano strane fantasticherie, tra sorde guerre per la sopravvivenza, sul filo della suspense in un'intrigante commedia noir.

Uno spettacolo affascinante e ricco di colpi di scena, dal taglio quasi cinematografico, in cui piani sequenza si innestano su immagini oniriche, i personaggi raccontano e si contraddicono, affiorano verità o pulsioni nascoste in un gioco di specchi tra le due giovani coppie e un'altra ambigua figura di vecchia custode o prigioniera tra i frammenti del suo vissuto. Tra gli autori italiani più originali Fausto Paravidino - già Premio Hystrio alla drammaturgia 2013, con all'attivo una folgorate carriera, dall'esordio con “Trinciapollo” e subito dopo “Due fratelli” (Premio Riccione-Tondelli e Premio Ubu), poi “Natura morta in un fosso”, “La malattia della famiglia M.”, ma anche “Genova 01” e “Noccioline- Peanuts”, fino a “Il diario di Mariapia” e “Exit”, firma una pièce coinvolgente e convincente sugli incubi e i piccoli orrori nascosti dietro le apparenze.

Uno sguardo oltre la rassicurante banalità e la cosiddetta normalità, che si apre sulle infinite variazioni sul tema: l'identità dei nuovi vicini, le loro possibili relazioni con i protagonisti, gli eventuali segreti mai rivelati e i pericoli celati tra le mura di un palazzo, nel cuore di una qualsiasi città – che potrebbe essere la nostra – secondo una poetica da horror contemporaneo, con una sottile ironia tragica a far da contrappunto, ai confini tra verità e sogno.
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