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Alguer.itnotizieoristanoPoliticaAmministrazione › Il Consiglio comunale non cambia lo stemma di Oristano
Red 14 aprile 2017
Il Comune non cambia il suo stemma. Al sindaco Guido Tendas non sono bastati i tredici voti a favore della Maggioranza di Centrosinistra per approvare la delibera di modifica dello statuto comunale ed introdurre nel nuovo stemma gli elementi identitari della storia giudicale: l’albero eradicato degli Arborea ed i pali dei Bas Serra, da unire allo stagno, in sostituzione della croce sabauda
Il Consiglio comunale non cambia lo stemma di Oristano


ORISTANO - Il Comune di Oristano non cambia il suo stemma. Al sindaco Guido Tendas non sono bastati i tredici voti a favore della Maggioranza di Centrosinistra per approvare la delibera di modifica dello statuto comunale ed introdurre nel nuovo stemma gli elementi identitari della storia giudicale: l’albero eradicato degli Arborea ed i pali dei Bas Serra, da unire allo stagno, in sostituzione della croce sabauda. Per le modifiche allo statuto, occorreva una maggioranza qualificata di due terzi (diciassette consiglieri su venticinque), ma al momento del voto, nonostante l’appello finale del primo cittadino, che ha chiesto al Consiglio comunale l’unanimità, tredici consiglieri si sono espressi a favore e quattro contro.

In apertura di seduta è stato lo stesso Tendas ad illustrare la proposta all’aula: «Credo che non ci siamo molti oristanesi orgogliosi dello stemma attuale con la croce dei Savoia, mentre lo stemma deve essere un elemento sul quale si deve riconoscere l’intera comunità oristanese. Nel nuovo stemma figurano lo stagno, l’albero degli Arborea e i pali dei Bas Serra la famiglia degli Arborea che ha guidato la storia giudicale oristanese». La nuova proposta dello stemma, ha spiegato il sindaco, nasce dal confronto con Giampaolo Mele (direttore dell’Istar), Momo Zucca (curatore dell’Antiquarium Arborense) ed Ivo Serafino Fenu (direttore della Pinacoteca comunale).

«C’è un grande attaccamento della comunità oristanese alla storia medievale della città ed è giusto valorizzare quella storia nei simboli della città - ha aggiunto Tendas - Il Consiglio comunale è la sede per discutere di questi argomenti, ma lo si è fatto anche un mese fa in un importante convegno dell’Istar. Vogliamo lasciare un segnale a una città che si accinge a una campagna elettorale che avrà momenti di asperità ed è giusto invece che si capisca che la città e la politica sanno unirsi su temi rilevanti, sui suoi simboli, sulla sua storia». La proposta del sindaco è stata accompagnata dal plauso della Maggioranza e dalle ferma opposizione della Minoranza.

Secondo Giuliano Uras, infatti, «che un sindaco, una Giunta e una Maggioranza che non si sono distinti per aver lasciato un segno di cambiamento in città, vogliano qualificare il loro mandato per una delibera come questa è singolare. Il sindaco non ha mai voluto aprirsi a un dibattito serio sui problemi della città, accade anche oggi sulla proposta dello stemma. Il sindaco vuole una medaglietta in zona Cesarini, ma su un tema di questa rilevanza sarebbe stato doveroso aprire un dibattito storico pubblico. Siamo contrari perché manca una seria analisi storica». Dello stesso avviso Daniela Nurra (Idee rinnovabili), secondo la quale «è mancato il confronto sulle motivazioni. Questo, inoltre, è un argomento importante, ma non urgente e ci sono ancora problemi aperti e urgenti che dovrebbero essere affrontati e che invece sono stati sacrificati». Un richiamo all’esame di argomenti più vicini ai problemi dei cittadini anche da Stefano Mureddu (indipendente) e Giuseppe Puddu (Udc).

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