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Red 9 maggio 2017
Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta le voci che si rincorrono circa la volontà della Elmin di rinunciare alla concessione della miniera di Olmedo. Preoccupazione per i lavoratori
«Sulla miniera propaganda inutile e amara»


OLMEDO - «Dopo che la giunta a seguito della irrituale convocazione in Grecia ha lasciato sole le rappresentanze sindacali ad Atene, ora sorgono seri dubbi sulle intenzioni della nuova concessionaria Elmin». Così il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde commenta le voci che si rincorrono circa la volontà della Elmin di rinunciare alla concessione. «Sarebbe una sconfitta per tutto il territorio, ma soprattutto per la Giunta Regionale che ha affrontato questa crisi industriale, sicuramente non tra le più difficili, utilizzando stilemi burocratici e formali e emarginando la necessaria azione politica».

«Più volte – denuncia Tedde - abbiamo detto che al vecchio concessionario è stato inopinatamente consentito di riconsegnare la miniera e le sue pertinenze in condizioni di assoluta inefficienza. E che era necessario che la Regione intervenisse in tempi accettabili per eliminare la situazione di degrado del sito e gli ostacoli amministrativi che impedivano la ripresa dell’attività estrattiva. Ma siamo rimasti inascoltati. Eppure a gennaio – ricorda l’ex sindaco di Alghero - il Presidente Pigliaru nel suo bilancio di metà mandato ha dichiarato senza pudore che “un anno fa la Miniera di Olmedo era chiusa e adesso, grazie all’azione di scouting della Regione, il sito è pronto a ripartire».

«Propaganda, inutile e amara propaganda. Pigliaru e l'assessore Piras dimostrino di avere a cuore le sorti di questo sito industriale e di tante famiglie, e convochino le parti ad Olmedo facendo valere la forza della politica e del buon senso. Tenendo a mente che gli ammortizzatori sociali scadono a luglio. Per l’ennesima volta li invitiamo ad aprire il “dossier Olmedo”, mettendo in campo con urgenza tutte le misure necessarie per la ripresa dell’attività mineraria e, soprattutto, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari a salvaguardare i posti di lavoro. Magari - propone Tedde- prevedendo ipotesi subordinate disegnando percorsi analoghi a quelli realizzati per i lavoratori di altre realtà del sud della Sardegna. Ma ci diano un segnale – chiude Tedde - che sono consapevoli del loro ruolo e della crisi di un intero territorio».”
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