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Red 9 giugno 2017
Si è svolta ieri, nel cortile interno del convitto dell’Istituto Agrario Nicolò Pellegrini, la cerimonia di premiazione del concorso intitolato alla figura di Eugenio Maddalon, grande protagonista del mondo dell’agricoltura sarda nel secondo Novecento e storico presidente della Confederazione italiana agricoltori
Al Pellegrini il premio Maddalon


SASSARI – Si è svolta ieri (giovedì), nel cortile interno del convitto dell’Istituto Agrario Nicolò Pellegrini, la cerimonia di premiazione del concorso intitolato alla figura di Eugenio Maddalon, grande protagonista del mondo dell’agricoltura sarda nel secondo Novecento e storico presidente della Confederazione italiana agricoltori. È stata una prima edizione caratterizzata dalla partecipazione di studenti motivati che, con elaborati significativi, hanno messo in luce l’interesse per approfondimenti che vanno dalla permacultura alla salvaguardia della biodiversità, ai metodi per risolvere l’inquinamento, alla nuova imprenditorialità giovanile, all’innovazione ed alle sue prospettive.

In particolare, gli elaborati vincitori hanno saputo individuare le prospettive di un’agricoltura moderna e sostenibile, sul filone che proprio Maddalon, precursore dei tempi, aveva indicato ai giovani come la strada del futuro. A conferire gli attestati di merito, di fronte ad una folta rappresentanza di studenti carichi di entusiasmo, il dirigente scolastico dell’Istituto Pellegrini Paolo Acone ed il direttore provinciale della Cia Fabio Chessa, al fianco dalle docenti Maria Luisa Marongiu ed Anna Maria Lamberti, che hanno curato i lavori del concorso. Presente anche una rappresentanza dell’Associazione studenti di Agraria, composta da Eugenio Marras e dal presidente Francesco Cresci. Significativa la partecipazione della moglie di Maddalon, Paola, e della figlia Grazia, che ha lanciato un appello ai giovani, affinché proseguano sulla strada tracciata, «perché l’economia in Sardegna è indissolubile da un’agricoltura innovativa che ha sempre più bisogno di persone capaci e istruite».

Nel discorso di apertura, Acone ne ha ricordato «la figura di sindacalista e di politico di rara onestà intellettuale, esempio di rettitudine con un altissimo senso delle istituzioni e rispettoso dei diritti della terra e della dignità del lavoro». Nel corso dell’incontro, Maddalon è stato più volte indicato come maestro di tante generazioni di agricoltori e di tanti giovani agronomi, lui che aveva dedicato una vita intera alla causa dei contadini e del mondo rurale. Il primo premio nella sezione riservata ai gruppi è andato alla compagine formata da Francesco Capitta, Andrea Delogu, Hernando Bussu della quarta Tb, per una lavoro su “ Sostenibilità e salvaguardia per un’agricoltura migliore”, ex aequo con il team composto da Antonio Sotgiu, Andrea Vera e Diego Angioni della quarta T, per l’elaborato “Agricoltura e natura”.

Nella sezione riservata ai singoli, sono emersi ex aequo Maksim Angelo Migheli della quinta T, per un lavoro su power point “Orto Sinergico”, e Matteo Manchia della quarta T, per l’elaborato “Qualità e sostenibilità”. A Matteo Cattari della quarta T, è stato attribuito invece il premio speciale della giuria per un lavoro relativo ad un “Progetto di agricoltura sostenibile”. A tutti i concorrenti è stato consegnato un attestato di partecipazione e di merito. Il premio è stato indetto dalla scuola per volontà della famiglia di Maddalon, che ne ha voluto onorare la memoria in coincidenza con il primo anniversario dalla sua scomparsa, permettendo ai giovani di apprezzarne l’infaticabile impegno profuso al servizio della comunità.

Nella foto: Eugenio Maddalon
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