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Alguer.itnotiziealgheroAmbienteCoste › Goletta verde: Acqua cristallina. Cinque criticità: c´è il Canalone
A.B. 26 giugno 2017 video
Eccellente la qualità delle acque nell'Isola con cinque punti critici: foce corso d'acqua in Via Garibaldi, ad Alghero, inquinato, ma non è una novità. E' uno dei cinque punti che presentano cariche batteriche elevate secondo gli esami di Goletta verde, sui ventinove punti monitorati lungo le coste sarde
Goletta verde: Acqua cristallina
Cinque criticità: c´è il Canalone


ALGHERO – San Giovanni ad Alghero (foce corso d'acqua in Via Garibaldi, meglio noto il Canalone), Turas a Bosa (foce ruscello Modolo), Foce Rio Foddeddu a Tortolì e Portixeddu a Fluminimaggiore (Foce Riu Mannu). Sono queste le quattro zone «fortemente inquinate» secondo gli esami di Goletta verde, sui ventinove punti monitorati lungo le coste sarde tra il 15 ed il 18 giugno dai tecnici di Legambiente. A queste, si aggiunge una quinta zona che presenta cariche batteriche elevate, San Pietro a mare, a Valledoria (alla foce del Rio Cuggiani), che risulta inquinata. In nessuno di questi punti, è presente un cartello informativo per la cittadinanza. Valori entro i limiti, invece, per l'acqua della spiaggia di Maria Pia.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto in Sardegna dall’equipe tecnica di Goletta verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont e Nau. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata questa mattina (lunedì) in una conferenza stampa ad Alghero da Serena Carpentieri (portavoce di Goletta verde), Luciano Deriu (Direttivo Legambiente Sardegna) e Roberto Barbieri (responsabile Mare di Legambiente Sardegna e presidente di Legambiente Alghero), alla presenza di Raniero Selva (assessore all’Ambiente del Comune di Alghero) e di Antonio Cossu (segretario regionale Sindacato medici italiani).

Il monitoraggio di Goletta verde prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base ad un “maggior rischio” presunto di inquinamento. Per questo, vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi ed i piccoli canali che spesso troviamo sulle spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare. I punti che sono stati giudicati “fortemente inquinati” o inquinanti rientrano proprio in questa casistica.

«Il nostro è un monitoraggio puntuale, che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ne pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni – spiega Carpentieri - Il nostro obiettivo non è fermarsi alla semplice denuncia, ma avviare un approfondimento e confronto per fermare l'inquinamento da mancata depurazione che si riversa in mare. Il mare della Sardegna conferma un buono stato di salute, con tutti i prelievi eseguiti in corrispondenza delle spiagge che rientrano nei limiti previsti dalla legge. Diversa però la situazione per quanto riguarda fiumi e canali che arrivano in mare. Si tratta di criticità già segnalate da anni sulle quali occorre intervenire subito».

«Il primato della Sardegna deve continuare ad essere quello del mare pulito – dichiara Marta Battaglia, direttore Legambiente Sardegna - Per questo motivo, insieme a Goletta verde, vigiliamo sui casi di insufficiente depurazione dei reflui anche in collaborazione, da qualche anno, con Abbanoa e vogliamo spronare le Amministrazioni a fare di più, anche per individuare scarichi illegali in mare e lungo i fiumi. Chiediamo ai Comuni interessati di cogliere questa occasione per aprire un tavolo di confronto su questo tema, studiando e pianificando durante tutto l'anno proposte di miglioramento e la messa in campo di strumenti efficaci per contrastare questi fenomeni che, anche se isolati, continuano a minacciare la salute del mare. Appello che ovviamente estendiamo alla Giunta regionale affinché venga ulteriormente migliorato il sistema della depurazione».

«I risultati di Goletta verde ci lasciano sicuramente soddisfatti, ma se negli stessi punti si riscontra da anni una criticità è evidente che c’è qualche problema che va approfondito e risolto al più presto, coinvolgendo nella ricerca delle responsabilità sia i comuni costieri che dell’entroterra – dichiara Barbieri - non è, inoltre, più tollerabile l’assenza di cartelli informativi sulla qualità delle acque. L’accesso all’informazione è un diritto di cittadini e turisti e un dovere per le autorità competenti e per tutti i comuni costieri, cosi come previsto dalla normativa sulla balneazione. Al di la dei cartelli sulle spiagge, ai tanti turisti che arrivano in Sardegna è opportuno dare maggiori informazioni sullo stato della balneazione locale, ruolo che potrebbero svolgere con facilità gli info-point turistici già esistenti».

Nella foto: un momento della conferenza stampa
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9/12/2017
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