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Alguer.itnotizieoristanoSportAnimali › Concluso il Sardegna Endurance festival 2017
Red 3 luglio 2017
Cala il sipario sulla prima edizione dell’HH Sheikh Mansoor Bin Zayed Al Nahyan. Cavalli, amazzoni e cavalieri sardi in primo piano nella competizione internazionale di endurance equestre
Concluso il Sardegna Endurance festival 2017


ARBOREA - Si è conclusa ieri (domenica), all’Horse country resort di Arborea, il Sardegna Endurance Festival (unica tappa italiana del circuito internazionale H.H. Sheikh Mansoor Bin Zayed Al Nahyan endurance festival), che ha visto competere sui percorsi più suggestive i migliori binomi provenienti dai più noti allevamenti e dalle più prestigiose scuderie di tutto il mondo. Dopo gli straordinari piazzamenti dei giovanissimi Leonardo Carro e Carlo Carta nelle gare internazionali, e la schiacciante affermazione delle amazzoni emiratine, ieri si sono corse tutte le distanze a livello regionale, dalle debuttanti di 25chilometri fino ai 90chilometri, e la categoria dedicata ai cavalieri con età inferiore ai ventidue anni. Al primo posto per la categoria 40chilometri si è affermato Fabrizio Pintore seguito da Maria Letizia Graz Orecchioni, mentre gli 86chilometri sono stati vinti da Anastasia Cassoni, seguita da Nicola Bussu. Un bilancio positivo, quello tirato da Riccardo Giachino, amministratore di Horse country resort e presidente del Comitato organizzatore, che pensa già al futuro.

«E’ una prima edizione che ci riempie di soddisfazione: il percorso è stato apprezzato dai rider e nessun cavallo ha subito alcun incidente. La salute dei cavalli è più importante del risultato – ha commentato Giachino - Il rapporto di collaborazione con i partner internazionali e con le istituzioni locali ci incoraggia a progettare il futuro». Ricordiamo i numeri: centouno rider di cui 54 uomini e 47 donne, giovani, giovanissimi ed esperti, provenienti da cinque Paesi: Emirati Arabi, Francia, Italia, Namibia, Ungheria si sono dati battaglia su di un percorso di 120chilometri immerso nella pianura oristanese, toccando luoghi incontaminati e paesi dal sapore magico come Marceddì. Ventisei i veterinari che hanno controllato ogni cavallo ogni 30chilometri con un’attenta valutazione del ritmo cardiaco e dello stato delle articolazioni.

Ieri, due eventi hanno movimentato l’area attigua al campo gara: l’esposizione dei cavalli, che ha destato qualificati interessi e l’avvio di trattative per l’acquisto di esemplari nati in Sardegna, e l’esposizione dei rapaci organizzata dalla Onlus Rapaci capaci. Spettacolo nello spettacolo, la doccia ai cavalli per abbassare la temperatura corporea durante le pause, e la distesa di secchi colorati per i “drink” dei campioni a quattro zampe. Decisamente soddisfatti anche l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia Ahmed Saqer Nasser Al Raisi e Lara Sawaya, direttrice del Global arabian horse flat racing festival dello sceicco emiratino Mansoor Bin Zayed Al Nahyan. L’evento, trasmesso in diretta da YasTv, leader della comunicazione sportiva negli Emirati Arabi, ha posto al centro dell’attenzione il cavallo arabo allevato in terra sarda, sempre più sotto i riflettori internazionali. Un auspicio, il successo di questi giorni, per avviare percorsi di turismo equestre, importanti per scoprire “altre” stagioni e nuovi territori. La manifestazione è stata resa possibile grazie al supporto della Regione autonoma della Sardegna, dell’Agris e dell’Associazione sarda turismo equestre ed è in collaborazione con il Global arabian horse flat racing festival dello sceicco emiratino Mansoor Bin Zayed Al Nahyan.
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