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Alguer.itnotizieportotorresCronacaVandalismo › Allarme criminalità: «subito un comitato per la sicurezza»
Mariangela Pala 4 luglio 2017
Vista lo stato di preoccupazione dei cittadini, il consigliere comunale Davide Tellini interviene con una interrogazione urgente indirizzata al sindaco per chiedere con forza la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica
Allarme criminalità: «subito un comitato per la sicurezza»


PORTO TORRES - Furti, atti criminosi e vandalismo: una lunga serie di casi che dimostrano il livello di insicurezza che inizia ad insinuarsi sul territorio. Negli ultimi mesi una lunga scia di atti vandalici (auto bruciate, danni al patrimonio pubblico e furti nelle case) perturba la serena convivenza dei cittadini, tant’è che l’allarme sicurezza si è fatto ancora più forte. Un fenomeno non facile da arginare, ma che richiede più controlli e più telecamere di videosorveglianza sul territorio.

Interventi necessari per ristabilire le normali condizioni di sicurezza. Quelle che tempo fa avevano chiesto i consiglieri comunali e che ancora oggi non hanno avuto seguito: nessuna risposta neppure sulle eventuali misure da adottare per far fronte alla situazione. Vista lo stato di preoccupazione dei cittadini, il consigliere comunale Davide Tellini interviene con una interrogazione urgente indirizzata al sindaco per chiedere con forza la convocazione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica «per illustrare la situazione creatasi in città e stringere con gli organismi partecipanti “un patto per la sicurezza in città”».

La classe politica che governa la città deve decidere di metterci la faccia per ribadire la sua condanna alla criminalità, in particolare, per il consigliere sardista «l’amministrazione comunale e il sindaco chiarire la posizione del comune in merito ai migranti attualmente residenti nel nostro territorio, spiegando le caratteristiche e gli scopi dei progetti in atto in maniera esaustiva e precisando chi abbia il compito di vigilare sulle cooperative onlus operanti all’interno dei progetti e su chi in comune possa essere informato e competente per rispondere ai dubbi ed alle perplessità dei cittadini ma anche dei migranti stessi». L’informazione prima di tutto, dunque, per spiegare alla città quali siano i possibili percorsi per garantire servizi e diritti a questi nuovi cittadini, spiegando anche quali possano essere i loro doveri.

«Occorre specificare quali diritti e doveri abbia il comune di Porto Torres, nel momento in cui arrivano dei migranti, - precisa l’esponente sardista - sia che arrivino attraverso un progetto emergenziale che attraverso un progetto Sprar». Al sindaco e alla giunta il consigliere chiede di «indicare come intendono assolvere ai propri doveri sia verso i cittadini che verso i migranti e quali siano le attività e le forze messe sul progetto che richiede il coinvolgimento di associazioni locali di volontariato ai fini di collaborare nella complessa organizzazione dell’ospitalità’ e dell’accoglienza restituendo ai profughi una quotidianità di certo scomparsa da tempo».

L’impegno chiesto all’amministrazione è di «adoperarsi per fornire ai migranti una identità ed una funzione sociale, e di accertare in primis le motivazioni che inducono gli stessi a chiedere la carità per strada, in considerazione del fatto che questi ragazzi sono spesso ospiti di apposite strutture di accoglienza e - conclude Davide Tellini - destinatari di progetti di integrazione sociale, infatti c’è da tutelare la dignità di queste persone e, al contempo, monitorare e evitare lo svilupparsi di un sistema, quello dell’accattonaggio, che va a ledere la dignità della persona stessa».
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