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Red 6 luglio 2017
Inizia con un colpo made in Sardegna il mercato biancoceleste. «Qui non si fanno chiacchiere, il progetto è concreto: darò il massimo», ha dichiarato l´esperto centrocampista
Calciomercato: Giacomo Demartis al Latte Dolce


SASSARI - Il primo colpo di mercato del Latte Dolce è Giacomo Demartis. Colpo importante e interamente made in Sardegna quello assestato dalla società biancoceleste, dato che si tratta di una giocatore sardo di nascita che più volte ha giocato sull'Isola (Torres, Arzachena, Tavolara, Alghero, Tempio, Villacidrese, e Cagliari agli esordi), ma possiede grande esperienza maturata in stagioni e stagioni di calcio vissute oltre Tirreno fra la serie D e l'allora C1 con Martina Franca, Belluno, Como, Savona, Grosseto e Rieti, ultima meta calcistica prima del nuovo ritorno in Sardegna. Centrocampista sassarese classe 1984 con licenza di “offendere” (81 i gol realizzati in carriera in campionato) Demartis è innesto importante e di valore nel puzzle di mister Massimiliano Paba, che in vista del campionato di serie D si troverà alla guida di un team in parte rinnovato rispetto alla scorsa stagione, in cui il mix fra l'esperienza di giocatori di categoria ed i giovani rappresenterà una delle chiavi di volta legate al successo del progetto Latte Dolce.

Cosa ti ha convinto a sposare il progetto Latte Dolce?
«Mi hanno convinto le persone, sono sincero. Mi fido delle mie sensazioni solitamente, e la sensazione è stata positiva. Conosco le persone che compongono questa società, posso dire che questo non è un progetto poggiato sulle chiacchiere, ma che si regge su fatti concreti utili a costruire un domani solido. Confrontandomi con loro mi accorgo che c'è la volontà e la voglia di fare un salto di qualità, e sono contento di essere parte di questo progetto in questa nuova stagione».

Obiettivi stagionali a livello personale?
«Difficile fissarli, naturale che ancora non è completa la squadra e non mi piace, già in questa fase porre degli obiettivi dato che, personalmente, sono più propenso a far parlare i fatti rispetto alle parole. Chiaramente il traguardo cui è necessario tendere è quello del raggiungere il massimo possibile con le nostre possibilità, poi piano piano quando il mercato avrà espresso i suoi verdetti e le sue scelte, quando sarà chiaro il quadro organico del team che affronterà la stagione potremo capire dove possiamo arrivare. L'obiettivo è dimostrare giorno dopo giorno di avere professionalità e possedere spirito di sacrificio, perché deve essere chiaro a tutti che il raggiungimento di uno step, il superamento di un traguardo prefissato, sono situazioni figlie dell'atteggiamento che si ha quotidianamente in fase di allenamento e lavoro sul campo».

Che campionato sarà quello che vi attende?
«Non so davvero, anche perché ancora non si sa quale girone ci attende. Solitamente, nelle ultime stagioni, ci si è confrontati con quello laziale, ma sembrerebbe ci sia una possibilità di passaggio a quello del nord Italia. Ho avuto la possibilità di affrontarlo due volte e devo dire che mi è andata bene (sorride, ndr.), perché l'ho vinto in entrambi i casi. Ci saranno sette squadre sarde, dovremo valutare la sostanza degli avversari per avere un parametro di riferimento in termini di competitività, ma è decisamente troppo presto per parlarne».

Latte Dolce: tanti giovani e la filosofia di una società che punta sulla linea verde.
«Nessunissimo problema ad inserirmi in un ambiente ricco di giovani, anzi, tendo ad avere lo stesso grintoso atteggiamento che hanno loro, e questo al di là dell'età anagrafica. Possono dare tanto a livello fisico e di entusiasmo, e sono sicuramente una risorsa fondamentale per un club e per il calcio in generale. Hanno dalla loro la voglia di stupire per confermarsi e per costruire il loro futuro».

Conosci il calcio di mister Paba? Hai già parlato con lui?
«Io ho avuto la possibilità di parlare da poco con lui, in un appuntamento casuale e quindo spogliato di formalismi o ufficialità. Mi ha fatto un'ottima impressione come uomo, come tecnico ne ho sentito sempre parlare bene, ma posso dire, in generale, di non aver mai avuto problemi con i miei allenatori. Mi so adattare, se le qualità tecniche e tattiche sono lavorate da persone serie un punto di incontro si trova sempre».

Un messaggio alla tifoseria biancoceleste?
«Sono contento di vivere questa stagione con addosso questa maglia, prometto di dare il massimo sempre, giorno per giorno, per soddisfare chi ha scelto me per primo come nuovo innesto e per provare a far divertire i nostri tifosi. Da parte mia, ci metterò tutta la grinta necessaria a far sì che si possa ottenere il meglio possibile».

Nella foto: il momento della firma
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