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Red 8 luglio 2017
Non solo cannonau e vermentino: la Cantina Berritta alla conquista del mercato con il Panzale. L’azienda di Dorgali ha fatto rinascere il bianco autoctono della Valle di Oddoene
La Cantina Berritta conquista con il Panzale


DORGALI – Ha un nome evocativo, un sapore minerale ed un retrogusto di mandorla. Ma è soprattutto una perla rara nata nelle campagne che si affacciano verso Monte Tundu, nella Valle di Oddoene, a Dorgali. Si tratta del Panzale, il vitigno autoctono della Cantina Berritta, l’unica in Italia a produrlo. L’azienda è pronta a conquistare il mercato con questo particolarissimo bianco. Non solo cannonau e non solo vermentino. La Sardegna, in quanto a vitigni, può vantare anche il Panzale. La Cantina Berritta è l’unica in Italia a prendersi cura di questa antichissima pianta e sta scommettendo su questo bianco dal gusto raffinato ed equilibrato. L’azienda dorgalese, qualche anno fa, ha infatti trasformato quella che era anticamente un’uva da tavola in un vino dalla spiccata freschezza e dalla persistente nota minerale sapida. «Quest’uva è sempre esistita nei nostri vigneti – spiega Antonio Fronteddu, per tutti “Antonio Berritta”, il fondatore della Cantina Berritta – anticamente veniva usata come uva da tavola o uva passa; ricordo che qualche vecchio vignaiolo ne produceva due o tre damigiane. È stato proprio uno di loro a farmelo assaggiare e successivamente a regalarmi alcune marze, con le quali poi si innesta la pianta, trasmettendomi la passione per il Panzale».

Da allora il lavoro per permettere a quest’uva di diventare un vino di qualità è stato tanto. «Mi resi conto immediatamente delle sue immense potenzialità – continua Antonio Berritta – è un vino fresco e in bocca lascia i profumi della mandorla. Per produrlo non utilizziamo lieviti selezionati, ma solo lieviti locali. La prima bottiglia è uscita con grandi emozioni nel 2010 e oggi il Panzale è uno dei vini di cui andiamo più fieri, senza togliere niente a quelli a base di cannonau, ai quali siamo ovviamente legati». La Cantina Berritta, attiva da generazioni nella produzione di vino, ma nata come azienda nel 2007, oggi sta investendo molto nella qualità. Utilizza per i suoi vini i metodi di coltivazioni tradizionali e si avvia verso la certificazione bio. «In vigna abbiamo vietato i diserbanti chimici – spiega Berritta – usiamo solo quelli naturali come la zappa. Il vino lo facciamo per passione, e proprio per questo motivo vogliamo farlo bene, come si faceva una volta. Anzi, come noi l’abbiamo sempre fatto: mettendoci l’anima e il cuore».

Oltre al Panzale, la Cantina vende ed esporta in Europa (soprattutto in Belgio, Inghilterra e Francia) anche il Nostranu ed il Thurcalesu (Cannonau di Sardegna Doc), il Don Baddore (Igt Isola dei Nuraghi, Cannonau e Syrah) e l’ultimo nato, Monte Tundu, un Cannonau di Sardegna classico. Inoltre, il Thurcalesu 2014, il Don Baddore 2015 ed il Panzale 2015 hanno conquistato la medaglia di bronzo su Decanter. Molta attenzione viene data anche all’immagine, con la nuova linea di etichette disegnata dall’illustratore di Dorgali Maurizio Brocca: una serie di creazioni artistiche, che si agganciano fortemente all’artigianalità del prodotto ed alle sue origini.

Nella foto: Antonio Berritta
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