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Alguer.itnotiziecagliariSpettacoloTeatro › Isabella Ferrari a La notte dei poeti
Red 15 luglio 2017
L´attrice interpreta la “Fedra” di Ghiannis Ritsos, per la 35esima edizione del Festival firmato Cedac. Domani sera, sul palco sospeso tra cielo e mare del Teatro Romano di Nora, l´icona del cinema d´autore presta volto e voce ad una delle più affascinanti e conturbanti eroine del mito e della tragedia antica, nella moderna rilettura del poeta ellenico, inserita nella raccolta “Quarta Dimensione”
Isabella Ferrari a La notte dei poeti


NORA - Il mito di “Fedra” (figlia di Minosse e Pasifae e sorella del Minotauro, e simbolo della follia d'amore) rivive sulla scena nell'interpretazione di Isabella Ferrari, protagonista domani, domenica 16 luglio, alle ore 20, al Teatro Romano di Nora, per la 35esima edizione del Festival La Notte dei poeti, organizzato dal Cedac. Il Festival proseguirà fino a sabato 29 luglio tra le rovine dell'antica città fenicio-punica e poi romana, che ospita anche la mostra “capestabile” di Daniela Zedda, un'insolita “The Walk of Stars” con i ritratti dei grandi protagonisti delle scorse edizioni della storica kermesse ed il centro storico di Pula.

Il dramma della sposa di Teseo invaghita del figliastro Ippolito, nell'intrigante e modernissima rilettura di Ghiannis Ritsos, in forma di poemetto (scritto negli anni dell'esilio ed inserito nella raccolta “Quarta Dimensione”), affiora con tutto il pathos di un eros proibito, nel contrasto tra le immagini consuete e rassicuranti della quotidianità e l'inquietudine della regina, con tutto lo struggimento delle sue interminabili notti insonni e solitarie, tormentate dal desiderio. Un'intensa prova d'attrice per l'artista romana, icona del cinema d'autore (da “Appuntamento a Liverpool” di Marco Tullio Giordana ad “Il romanzo di un giovane povero” di Ettore Scola (per cui ha vinto la Coppa Volpi a Venezia), ed ancora “Saturno contro” ed “Un giorno perfetto” di Ferzan Özpetek, che l'ha diretta anche nel recentissimo “Napoli velata”, fino a “Caos calmo” di Antonello Grimaldi accanto a Nanni Moretti e “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.

Poeta, scrittore e illustratore greco, Ritsos era stato fortemente osteggiato durante il colpo di stato dei colonnelli del 1967, arrivando anche alla deportazione nel campo di concentramento di Partheni, sull'isola di Leros. Solo in seguito ai movimenti d’opinione internazionali in suo favore, gli venne concesso il domicilio coatto ad Atene, dove morì nel 1990. Autore di numerose raccolte di poesia, completò proprio durante l’esilio la serie di monologhi d’ispirazione mitologica “Quarta dimensione”, di cui fa parte “Fedra”.

Nella foto (di Fontana): Isabella Ferrari
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25/7/2017
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