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M.P. 19 luglio 2017
Non convincono il sindaco Sean Wheeler le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi sentito martedì 18 luglio dalla commissione Attività produttive della Camera dei deputati sul piano strategico 2017-2018
«Eni liquida Porto Torres in 30 secondi»


PORTO TORRES – Non convincono il sindaco Sean Wheeler le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi sentito martedì 18 luglio dalla commissione Attività produttive della Camera dei deputati sul piano strategico 2017-2018. «Ci aspettavamo qualche parola in più dall'Ad di Eni, ma è evidente che nei piani dell'azienda Porto Torres viene scarsamente considerata. Il nostro territorio attende le bonifiche, mentre il contestuale avvio del progetto di chimica verde ancora non è decollato».

Il primo cittadino di Porto Torres commenta così l'intervento del dirigente dell’azienda del cane a sei zampe. «Francamente ci aspettavamo qualcosa di più dal lungo dossier letto dal dottor Descalzi ieri a Roma, ma anche questa volta a Porto Torres, e a tutto il nostro territorio, è stato dedicato pochissimo tempo. Non è stata data nessuna notizia sostanziale – ha detto il sindaco – l'Eni ancora una volta non ha detto niente sullo stato delle bonifiche. Ricordo che, ancora oggi, non è stata avviato il risanamento dell'area di Minciaredda».

Il Protocollo d'intesa firmato nel 2011 dai comuni di Sassari, Alghero e Porto Torres insieme alla Provincia di Sassari e alla Regione Sardegna, al governo nazionale e alle organizzazioni sindacali doveva concludersi nel 2016, ma solo in parte è stato realizzato. Ieri in Regione l’assessore all’industria Maria Grazia Piras ha presentato ai sindacati confederali e di categoria, Cgil, Cisl e Uil una bozza del nuovo memorandum per riscrivere il protocollo d’intesa sulla chimica verde.

«Un settore che prevedeva il rilancio industriale dell'area Porto Torres, che sarebbe dovuto diventare una delle eccellenze mondiali della chimica verde; oggi invece Descalzi ha ammesso che “le prime due fasi sono ancora in rodaggio”. Queste parole - commenta il sindaco - suonano quasi come un affronto nei confronti di tutti quei lavoratori che hanno sperato in una veloce ripartenza. Conosciamo la realtà: l'Eni è in forte ritardo, e molti operai sono ancora disoccupati o hanno dovuto abbandonare la città ed emigrare». La notizia positiva secondo il sindaco Wheeler «riguarda la visione di lungo periodo dell'Eni e l'impegno a considerare le perdite e i costi finora sostenuti nel progetto come un investimento. Voglio però ribadire che Porto Torres merita molto di più. Auspico che la terza fase, che secondo il Protocollo d'intesa prevede un investimento di 300 milioni di euro, venga avviata al più presto».
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