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Alguer.itnotiziesardegnaPoliticaAgricoltura › Coldiretti Sardegna: Ultima chiamata alla Regione
Red 28 luglio 2017
«Servono impegni immediati e concreti per evitare il tracollo del comparto agricolo», dichiarano i vertici regionali dell´associazione di categoria
Coldiretti Sardegna: Ultima chiamata alla Regione


OLBIA - «Per senso di responsabilità abbiamo sospeso la manifestazione di Olbia e parteciperemo al tavolo di crisi convocato dall’ufficio di Presidenza della Giunta regionale». Lo ha spiegato ieri mattina (giovedì), nel corso di una conferenza stampa, Coldiretti Sardegna che aveva programmato nel porto di Olbia la quarta manifestazione in un anno, la terza negli ultimi cinque mesi. Prima della conferenza stampa, si sono riuniti tutti i consigli provinciali dell’organizzazione per condividere la strategia da adottare ed integrare la piattaforma rivendicativa con le richieste da presentare oggi nel tavolo di crisi.

«L’incontro per noi è decisivo, andiamo per avere risposte da mettere in pratica immediatamente anche perché sappiamo che altrimenti sarebbe tutto rinviato a settembre visto che il Consiglio regionale sta per chiudere per le ferie estive – spiega il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu - Rinvio da scongiurare, perché sarebbe deleterio per le aziende agricole, già provate da una dura crisi precipitata a causa di una siccità senza precedenti che ha causato perdite per circa 120milioni di euro». Coldiretti Sardegna ferma la manifestazione, ma non spegne i trattori. «Abbiamo manifestato e portato in piazza per ben tre volte in circa un anno la rabbia e i problemi che stanno assillando l’agricoltura sarda – continua il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba - Prendiamo in parola la Giunta ed evitiamo una giornata da incubo ai nostri conterranei e per le 30mila persone previste in arrivo in Sardegna».

«Non ci interessa la manifestazione fine a se stessa, ma i risultati – argomenta Cualbu - per questo stiamo dando una ulteriore possibilità alla Giunta e abbiamo sospeso la protesta di piazza, ma solo a condizione che si riconoscano i danni subiti dal mondo agricolo e si prendano decisioni formali immediate per portare liquidità in casse al verde da tempo. In caso contrario torneremo in piazza con azioni clamorose». Le aziende stanno crollando sotto i colpi di una siccità record che è andata ad intaccare un sistema già debole per la remunerazione dei prodotti troppo bassa dovute a filiere distorte in cui l’anello forte specula anziché fare sistema; i premi comunitari che arrivano (quanto arrivano) in perenne ritardo e dopo lunghe odissee; idem per l’acqua: non si sa mai quanto e quanta se ne potrà avere e soprattutto quanto costa; la fauna selvatica che imperversa senza controllo; l’assenza di una seria e concreta politica creditizia.

Nella foto: Battista Cualbu e Luca Saba
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