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Red 9 agosto 2017
In occasione della 29esima edizione del tour, Lo Quarter balla con la Sardegna, il Kenia, la Russia, la Martinica, l’Ecuador e l’India
Arriva ad Alghero il Figulinas festival


ALGHERO – Domani, giovedì 10 agosto, fa tappa ad Alghero la festa dell’amicizia tra i popoli del Figulinas festival 2017, che dopo essere partita da Palau arriva nella piazza de Lo Quarter, alle ore 21.30, prima di proseguire nei prossimi giorni per Dorgali, Florinas, Castelsardo, Sorgono e Nuoro. La manifestazione, nata nel 1989 ed organizzata dal Gruppo folk Figulinas di Florinas, è itinerante per permettere a vari Comuni della Sardegna di godere di uno spettacolo affascinante di danze, musiche e colori che arrivano da tutto il mondo. Uno spettacolo dove si incontrano e si mescolano con gioia sul palcoscenico, le tradizioni dell’Isola e quelle di altre nazioni. Nella festa della bellezza non poteva mancare Alghero, con il suo fascino indiscutibile: cornice perfetta per un festival che si è sempre distinto per la qualità delle proposte e che anche quest’anno non deluderà gli spettatori.

Sul palco de Lo Quarter, saliranno dieci gruppi sardi e cinque internazionali. Questi ultimi arrivano tutti per la prima volta in Sardegna, ad eccezione del Nairobi national dance ensemble del Kenia, formato da ballerini, musicisti ed acrobati di entrambi i sessi, che ha già avuto modo di portare nell’Isola le sue esibizioni scatenate. Una novità assoluta è invece il gruppo “Les Aurores de printemps”, che arriva dalla metropoli di Voronež (Russia) per presentare i balli tradizionali ispirati ai cosacchi, le danze di corte e quelle rituali. Tutte accompagnate da strumenti popolari, come la balaika ed il gusli, ed interpretate da uomini e donne che indossano abiti dalla tinte sgargianti. Prende il nome dalla danza che scuote il cielo il gruppo “Tungurarahua” di Ambato, in Ecuador, nato nel 1970, con all’attivo numerosi tour nelle due Americhe ed in Europa. Così il gruppo descrive la sua esibizione: «la nostra danza è fatta di energie telluriche che gioiscono quando nasce una simbiosi tra il ballerino e l’energia della Terra, quando le mani indicano il sole, Inti, quando con la forza del vulcano si è gettato contro l’orizzonte o quando il cuore non sta nel petto per l’intensità del battito». Il patrimonio tradizionale delle Antille, ricco di influenze africane, ispira le coreografie dell’ensemble Pom’Kanel, che arriva dalla Martinica con una serie di danze popolari creole, speziate ed irresistibili come la cucina dell’isola. Anche l’India, per la prima volta a Florinas, ha una sua rappresentanza al Figulinas festival con la Performing art company Milon Mèla, che dal 1962 fa conoscere le danze tipiche della loro zona: dalle musiche asiatiche alle danze del fuoco.

Dal 1989, Figulinas festival fa incontrare il meglio delle tradizioni isolane in fatto di costumi, balli e canti tradizionali e lo regala ad un pubblico entusiasta di abitanti e di turisti. Sarà così anche quest’anno, con dieci gruppi sardi pronti a dividere il palco con gli ospiti internazionali. Florinas, il paese dove il festival è nato, è rappresentato dal Gruppo folk Figulinas. Attivo dal 1987, sotto la guida di Alessandro Chessa, il gruppo organizza da ventotto anni il festival. Ha partecipato con entusiasmo a decine di manifestazioni folkloriche in giro per il mondo, ottenendo sempre un grande successo, ed è specializzato nell’esecuzione di “Su ballu tundu fiolinesu”, che inizia e si conclude con il canto in re ed è accompagnato da voce, chitarra e fisarmonica. Da Orgosolo, arriva l’associazione culturale Murales, attiva dal 1993 e costituita da un corpo di ballo, da un coro esperto nel canto a tenore e da alcuni suonatori di armonica a bocca e di organetto diatonico. Il gruppo Tiscali di Dorgali si impegna dal 2001 in una ricerca storica seria e puntigliosa della tradizione dorgalese, caratterizzata da sobrietà nei balli ed eleganza nel vestire. Dalla provincia di Nuoro arriva anche il gruppo folk Pro loco di Gavoi, con le donne che indossano il ricco costume delle spose nei toni squillanti del rosso, del verde e del blu. A rappresentare Uta ed il Campidano arriva il gruppo della Pro loco locale, specializzato nell’esecuzione dell’austero “Ballu de sa gruxi” con le donne che formano il braccio lungo di una croce e gli uomini i due corti, mentre i balli tradizionali del lavoro, delle feste e dei matrimoni nel Mandrolisai hanno i volti e le gambe dei danzatori del Gruppo folk Sorgono. Le tradizioni del Logudoro rivivono con il Gruppo folk Città di Ossi, impegnato nella danza e nell’allestimento di mostre etnografiche, e con il Gruppo folk San Pietro di Ittiri, paese celebre per la ricchezza dei gioielli e degli accessori femminili e per i balli accompagnati dall’organetto, dalla chitarra sarda e dal canto dei poeti. Agli Anni Cinquanta risale la fondazione del Gruppo folk di Samugheo, portavoce delle tradizioni dell’Oristanese in tantissime manifestazioni internazionali. E sempre nello stesso periodo è nato il Gruppo folk Tuffudesu di Osilo, che esegue con particolare maestria “Su ballu tundu”, “S’Aggesa” (o ballo degli sposi), Sa danza tipica dei corteggiamenti e “Chirigheddu Pintu”, con l’uomo accompagnato da due donne.
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