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Red 2 settembre 2017
La glicemia adesso si misura con l’app con il glucometro impiantabile. Al via la sperimentazione all’Aou di Cagliari. «Migliora la qualità di vita dei pazienti. Sorrentino: innovazione al servizio del cittadino», dichiara il responsabile del Centro diabetologico Pierpaolo Contini
La glicemia si misura con l´app


CAGLIARI - Un sensore sotto pelle, che consente di misurare con un'app sullo smartphone la glicemia, una vera svolta in termini di prevenzione e miglioramento della qualità di vita. Una nuova tecnologia, che l’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari, tra le prime in Italia, ha messo a disposizione dei suoi pazienti del Centro diabetico logico del San Giovanni di Dio. I primi cinque sensori sono stati impiantati giovedì con successo. Il nuovo sistema è ancora in fase sperimentale, ma promette bene, spiega il responsabile del Centro diabetologico dell’Aou di Cagliari Pierpaolo Contini. «Recentemente, il progresso tecnologico ha permesso di avere a disposizione nuovi sensori per il monitoraggio della glicemia – dichiara Contini – e per noi e i nostri pazienti è davvero un bellissimo giorno». Grande la soddisfazione del direttore generale dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari Giorgio Sorrentino: «L’Aou si muove all’insegna dell’innovazione e della qualità sempre al servizio del cittadino. Al Policlinico e al San Giovanni di Dio i nostri pazienti sono al centro di ogni nostra attenzione. Un grande riconoscimento al lavoro del Centro diabetologico di Pierpaolo Contini per quanto ha fatto e continuerà a fare».

Il glucometro impiantabile si chiama “Cgm Eversense”, distribuito dalla Roche, non ancora in commercio in Italia, è un sensore impiantabile attraverso una piccola incisione orizzontale di circa un centimetro da praticare sul braccio che permette di infilare un tubicino, con il quale si crea una tasca all’interno della quale viene posizionato il sensore, che ha per adesso una durata di novanta giorni, che presto diventeranno 180. Si tratta di un sensore a fluorescenza, che fornisce una valutazione più precisa delle glicemie rispetto agli attuali in commercio. Il sensore comunica con un piccolo trasmettitore posizionato sul braccio, che invia i valori delle glicemie all’app dello smartphone, permettendo in tal modo al paziente un controllo glicemico più comodo, immediato e, soprattutto, continuo.

Caratteristica importante ed innovativa è la capacità di emettere delle vibrazioni di durata e numero differenti, che segnalano al paziente la tendenza verso la ipoglicemia o la iperglicemia, prima che questa si verifichi. Consentendo, in tal modo, di intervenire sulla terapia con efficacia: la previsione del andamento delle glicemie costituisce l’ostacolo maggiore, perché costringe il paziente a programmare qualsiasi attività, anche la più banale. «I sistemi di monitoraggio finora utilizzati tramite sensori – dice ancora Contini – sono ugualmente sensibili ed efficaci, ma con una durata decisamente inferiore che rende necessaria una più frequente sostituzione. Il Servizio di Diabetologia della Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari è stato scelta come uno dei centri pilota in Sardegna e in Italia per la sperimentazione di questo innovativo strumento per il monitoraggio continuo della glicemia, che rappresenta una svolta importante nella gestione della terapia del paziente diabetico».
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