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Red 7 settembre 2017
Oggi, gli studenti dell’Università degli studi di Cagliari presentano “L’ultimo miracolo”, cortometraggio realizzato in un laboratorio di regia in Facoltà di Studi umanistici, che chiude la Settimana internazionale della critica. Venerdì, spazio a “Futuro prossimo”, altro corto realizzato dagli allievi del Master per filmmaker tenuto dell’Ateneo cagliaritano con l’Università di Sassari
Mostra del cinema: la Sardegna sbarca a Venezia


CAGLIARI - Comincia oggi (giovedì), l’esperienza alla Mostra internazionale d’arte cinematografica “La Biennale di Venezia” per gli studenti dell’Università degli studi di Cagliari che hanno realizzato con i registi sardi Enrico Pau e Salvatore Mereu (nell’ambito delle iniziative formative del Centro di ricerca sulla formazione agli audiovisivi del Dipartimento di Storia, beni culturali e territorio diretto da Antioco Floris) due cortometraggi che saranno proiettati al Lido in prima assoluta. Un palcoscenico di rilievo assoluto per l’attività svolta dall’Ateneo cagliaritano con i suoi studenti. Si inizia alle ore 19.45, nella Sala Perla 2, con la presentazione alla stampa de “L’ultimo miracolo”, saggio finale del Laboratorio di regia diretto dal regista cagliaritano Pau con gli studenti Alessio Cadeddu, Andrea Perra, Andrea Staffa, Carlo Murtas, Gianluca Caboni, Giorgio Borrelli, Marco Camba, Michele Carta, Riccardo Soro, Simona Ledda, Simona Loddo, Stefano Savona e Roberta Vinci.

La prima ufficiale del film sarà domani, venerdì 8 settembre, alle 14, nella Sala Perla, con un’ulteriore proiezione sabato 9, alle ore 9, nella stessa sala. Al film è stato assegnato il prestigioso ruolo di evento speciale di chiusura della 32esima Settimana internazionale della critica, sezione “Sic@Sic-Short italian cinema”. Il cortometraggio, della durata di 20', racconta la storia di un Cristo rimasto sulla terra dopo la resurrezione, che ormai vecchio e cadente ha dimenticato come si fanno i miracoli. L’incontro casuale con un giovane e talentuoso fischiettista che non riesce più ad essere intonato, lo porterà a voler riprendere. Cerca così di camminare sulle acque, ma senza riuscirci, allora, con Pietro, che lo segue ovunque per una Cagliari assolata e sospesa, decide di prendere i soldi dalla cassetta delle offerte di una chiesa per affidarsi ai miracoli a pagamento di un ciarlatano. L’ultimo miracolo avverrà davanti al mare, dentro una grotta, in mezzo alla natura, il fischio tornerà intonato, ma niente sarà più come era prima. «Nato come progetto didattico all’Università di Cagliari, “L’ultimo miracolo” – dichiara il regista – è ispirato liberamente a una favola popolare siciliana. Con questo cortometraggio torno a raccontare una favola urbana, torno nelle periferie della mia città, ritorno al rumore del mare, alla mia passione per la musica e a quella, profonda, per gli ultimi e i dimenticati».

Venerdì 8, alle 17, nella Sala Giardino, sarà la volta di “Futuro prossimo”, il film diretto dal regista Mereu e realizzato all’interno di un progetto di collaborazione fra i due Atenei sardi, che ancora una volta ha visto protagonisti gli studenti ed è stato selezionato nella sezione “Orizzonti” della Mostra. Questi i nomi degli studenti che hanno partecipato al cortometraggio che affronta il delicato tema di strettissima attualità delle migrazioni e della vita dei migranti: Davide Dal Padullo (montaggio), Andrea Serra (scenografia), Chiara Fadda (costumi), Gabriele Ghiani (segretario di edizione), Samuele Deiana (aiuto regia), Viola Cannas (ispettore di produzione), Lucrezia Degortes (assistente di produzione), Andrea Deidda ed Andrea Marongiu (assistenti fotografia). «Nella vita di un laboratorio di cinema, come quello che da qualche anno tengo con gli studenti dell’Università di Cagliari – spiega Mereu - la ricerca delle idee è una sfida quotidiana. Guardare al mondo, zavattinianamente, è sempre la via maestra se si vuole dare voce ad un sentimento facendo i conti con i limiti dei mezzi che l’attività didattica impone. È così che è nato Futuro prossimo, provando a interrogarci su quelle giovani vite che stagnano nei centri di accoglienza, che fuoriescono in città, in attesa che qualcuno scriva per loro un avvenire».

Nella foto: Salvatore Mereu con le attrici di Futuro prossimo
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