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Alguer.itnotiziesassariCronacaSanità › Delirium, dalla prevenzione al trattamento
Red 3 ottobre 2017
In programma all´Aou di Sassari un corso per medici ed infermieri del presidio ospedaliero, per consentire l´acquisizione di competenze utili alla gestione della sindrome diffusa tra i pazienti anziani ospedalizzati
Delirium, dalla prevenzione al trattamento


SASSARI – Nelle linee guida della Società geriatrica americana sulla cura dell’anziano, il delirium si trova al primo posto, accanto alla demenza, fra le sindromi geriatriche ad eziologia multipla. Resta, nonostante tutto, raramente riconosciuto nelle diagnosi di dimissione. Da qui, la necessità di avviare percorsi formativi che consentano agli operatori sanitari l'acquisizione di competenze scientifiche e gestionali in materia. Un'esigenza riscontrata anche a Sassari, dove i direttori delle unità operative di Medicina interna, Lungodegenza e Geriatria, rispettivamente Francesco Bandiera, Antonio Uneddu e Patrizia Tilocca, hanno organizzato ed attivato, in collaborazione con il Settore formazione dell'Aou, il corso “Delirium nel paziente anziano ospedalizzato”.

L'obiettivo è appunto quello di dare al personale del presidio ospedaliero sassarese le competenze per avviare l'attività di prevenzione, diagnosi e trattamento di questa patologia. Il ciclo di lezioni, che per il 2017 prevede sei edizioni (la quinta giovedì 12 ottobre e l'ultima martedì 14 novembre), nasce dopo un evento “sentinella” che si è verificato nel dicembre 2016 nel reparto di Medicina interna del Santissima Annunziata. Un paziente di 75 anni tentò di scappare dal reparto, dove era ricoverato da alcuni giorni, utilizzando una corda realizzata con le lenzuola per calarsi da una finestra del primo piano, ma precipitò nel vuoto. Un evento imprevedibile, che lasciò fortemente copliti gli operatori dell'ospedale. «Il corso rappresenta un'importante risposta a un'esigenza di maggiore conoscenza e approfondimento di questa sindrome da parte dei nostri operatori – afferma il direttore generale dell'Aou di Sassari Antonio D'Urso – La reazione all'evento sentinella ha evidenziato la capacità di affrontare il fenomeno con un approccio pro-attivo e un atteggiamento volto a un lavoro multidisciplinare».

E che la gestione del delirium stia diventando di notevole importanza in campo ospedaliero lo si deduce anche dal fatto che, nel prossimo congresso nazionale “Una (sesta) giornata con il malato anziano”, in programma all'Hotel Catalunya di Alghero venerdì 6 e sabato 7 ottobre, l'argomento sarà tema d'apertura della sessione dedicata agli infermieri. Con delirium, spiegano gli esperti, si intende «una sindrome psico-organica caratterizzata da transitoria e fluttuante alterazione dello stato di coscienza, a esordio acuto o subacuto con ripercussioni sulla capacità cognitive e percettive». Il delirium aumenta i tassi di mortalità e determina un allungamento dei tempi di degenza con un conseguente aumento dei costi sanitari. La patologia, inoltre, favorisce una progressione del declino cognitivo e impatta negativamente sullo stato funzionale del paziente ricoverato. La patologia, sottolineano gli esperti, ha effetti negativi sullo stress psico-fisico di pazienti, dei parenti del malato e degli operatori.

Su Sassari, ancora non esiste una casistica che potrà essere sviluppata attraverso l'utilizzo di nuove procedure che i corsi voglio diffondere. Secondo i dati a disposizione degli organizzatori del corso, uno studio internazionale ha messo in evidenza che un numero elevato dei pazienti ospedalizzati presenta delirium al momento del ricovero, un numero ancora più elevato lo sviluppa durante la degenza. Nei reparti di medicina interna una condizione di delirium è stata riscontrata al momento del ricovero, correlata ad un’età più avanzata, alla presenza di uno stato febbrile nel giorno dell’ammissione, al trattamento con neurolettici ed alla presenza di un deficit visivo o di un pregresso ictus. Nei pronto soccorso, il fenomeno è presente nei pazienti anziani al momento del ricovero. Inoltre, dallo studio emerge che le percentuali più elevate di casi si verificano nei reparti chirurgici durante le degenze: è il caso delle ortopedie e delle cardiochirurgie. A questi si aggiungono i casi registrati nelle terapie intensive, sia al momento del ricovero e, soprattutto, durante la degenza.
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