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Mariangela Pala 30 settembre 2017
Un cittadino 65enne si è presentato ieri durante il consiglio comunale e con toni accesi urla al sindaco Sean Wheeler e alla maggioranza «Adesso basta! Ho chiesto 7 appuntamenti e il sindaco continua a prendermi in giro»
Emergenza casa a Porto Torres: scoppia la protesta in aula


PORTO TORRES - L’emergenza abitativa entra con la forza nella sala del consiglio comunale attirando l’attenzione di tutti. Un cittadino 65enne si è presentato ieri durante il consiglio comunale e con toni accesi ha urlato al sindaco Sean Wheeler e alla maggioranza «Adesso basta! Ho chiesto 7 appuntamenti e il primo cittadino continua a prendermi in giro». Momenti di tensione che in pochi secondi paralizzano la seduta sospesa dal sindaco che ha voluto incontrare lo stesso cittadino insieme all’assessore ai servizi sociali Rosella Nuvoli.

«Non sono mai venuto qui a chiedere niente, ma non voglio perdere il mio punteggio nella graduatoria dell’assegnazione della casa popolare - ha detto Fortunato Occulto – ne ho diritto perché non potrei fare altrimenti. Sono dializzato, iperteso, ho cinque figli e una bambina di 8 anni con uno sfratto ormai da tre anni, il 7 ottobre mi potrebbero buttare fuori di casa e il sindaco per sette volte non mi ha ricevuto». Inserito nella graduatoria dei 49 alloggi a canone sostenibile, Fortunato Occulto ha paura che quell’elenco possa essere cancellato a causa dei numerosi ricorsi e delle indagini della Guardia di finanza che in questi giorni sta verificando la regolare procedura nell’assegnazione dei punteggi. «Per errori compiuti da loro stessi io devo perdere tutto e non capiscono che devono dare una mano alle persone in difficoltà, invece che costringerli a delinquere», ha aggiunto Occulto.

Conosciuto ai servizi sociali da tempo chiedeva di poter chiarire la sua posizione rispetto alla graduatoria per conoscere i tempi di assegnazione delle case di via Falcone e Borsellino. Un progetto che interessa diversi cittadini beneficiari o che comunque hanno presentato domanda - 195 famiglie e oltre 40 ricorsi – per un progetto che ha subito modifiche da attuare e che richiederanno almeno altri sei mesi di lavori per la realizzazione delle opere di urbanizzazione ancora da completare. Sono tante le famiglie che potrebbero ritrovarsi senza un tetto se davvero la procedura di sfratto dovesse andare avanti, e sono tanti i cittadini turritani che si rivolgono al Comune per chiedere aiuto. Un emergenza abitativa che l’amministrazione non è in grado di fronteggiare «se non per tamponare qualche situazione - dice l’assessore Nuvoli – ma non possiamo assegnare le case direttamente».
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