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Red 13 ottobre 2017
«Cornacchie, fenicotteri, cinghiali, coadiutori e indennizzi, tanti i temi aperti da affrontare», scrive l´associazione di categoria agli assessori regionali Donatella Spano e Pier Luigi Caria, chiedendo con urgenza di riavviare un tavolo di confronto
Danni da fauna selvatica: Coldiretti chiama la Regione


ORISTANO - Cornacchie, cinghiali, fenicotteri e nutrie. Sono tante le specie della fauna selvatica che causano serio nocumento all’attività degli agricoltori e degli allevatori oristanesi. Una problematica da sempre seguita con attenzione da Coldiretti Oristano, anche in considerazione della estrema rilevanza ed impatto dei nocivi nel territorio, con una pressione degli animali cresciuta a dismisura e con la diffusione incontrollata di alcune specie alloctone, come la nutria, ormai causa di danni. Più volte, Coldiretti Oristano ha sollecitato le Istituzioni regionali ad istituire tavoli di lavoro e ad avviare iniziative per affrontare con piani organici strutturati ed efficienti la questione della fauna nociva. Spesso, con richieste e missive indirizzate direttamente agli assessori regionali all’Ambiente Donatella Spano ed all’Agricoltura Pier Luigi Caria. Con un duplice obiettivo: evitare, dove possibile, il semplice abbattimento delle specie attivando misure alternative efficaci e chiedendo il giusto indennizzo per i danni causati alle imprese agricole e zootecniche.

Per la cornacchia grigia, il piano di contenimento ha terminato il suo periodo di vigenza e va riprogrammato al più presto. Le recenti esperienze dimostrano come una azione continua e coordinata abbia dato risultati positivi. I fenicotteri sono una specie sulla quale non si può intervenire con abbattimenti, che però è ormai causa di serio nocumento alle risaie oristanesi; occorre compensare i danni alle aziende agricole ed attribuire un valore economico al lavoro di dissuasione notturno realizzato dai produttori. Per i cinghiali, la popolazione, in pochi anni, è cresciuta in modo esponenziale con una pressione in vari territori ormai non più sostenibile per le attività di agricoltori e allevatori. Occorre attivare piani di contenimento mirati anche alla cattura e diminuzione della specie.

Per quanto riguarda le risorse alla attività dei coadiutori, i coadiutori rappresentano lo strumento di azione per tutti i piani di contenimento avviati. Un'attività finora svolta gratuitamente. Va previsto un equo compenso per l’ impegno di decine di operatori. Lo strumento del De minimis, in molti casi, non garantisce di spendere le risorse disponibili in modo equo e soddisfacente per il rimborso dei danni. E’ necessario costruire dei percorsi alternativi, come già fatto per i danni da cormorani. «Su questi problemi – evidenziano il presidente ed il direttore Coldiretti Giovanni Murru e Giuseppe Casu - ci attendiamo un confronto atto ad affrontare in modo risolutivo le varie questioni. Per queste ragioni, con una nota, abbiamo chiesto agli assessori Spano e Caria, da sempre sensibili al tema, un urgente incontro per analizzare le questioni e definire una road map atta ad affrontare in maniera organica ed efficace la problematica. Riteniamo questo percorso fondamentale - concludono i dirigenti Coldiretti - sia per salvaguardare produzioni agricole essenziali per l’economia della nostra provincia, sia per contribuire al ripristino di un equilibrio ambientale, in molti casi oggi compromesso ma, essenziale per l’intero territorio».
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