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Red 2 novembre 2017
Da oggi a domenica, Cagliari ospita la seconda parte del festival di musica per cinema diretto da Gianfranco Cabiddu. Masterclass e concerti al Conservatorio, proiezioni all´Odissea
Torna fino a domenica Creuza de Mà


CAGLIARI - Calato il sipario sulla sua prima parte, che si è tenuta a Carloforte lo scorso fine settimana, il festival Creuza de Mà approda a Cagliari per proseguire la rotta della sua edizione numero undici. La musica per cinema, oggetto e ragione fondante della rassegna ideata e diretta dal regista Gianfranco Cabiddu, saranno naturalmente il leitmotiv del fitto cartellone di appuntamenti in programma da oggi (giovedì) a domenica 5 novembre, tra il Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” ( che ospiterà le masterclass ed i concerti) ed il Cinema Odissea, in Viale Trieste 84, (dove si terranno invece le proiezioni dei film e dei documentari inizialmente previste nello stesso istituto in Piazza Porrino).

Il primo impegno in agenda è per oggi, nell'Aula Porrino del Conservatorio, dove, dalle 10 alle 13, inizia la serie di tre masterclass sul suono nel cinema, tutte con accesso gratuito fino ad esaurimento posti: una grande opportunità per i giovani professionisti e gli studenti. A tenere lezione in questo incontro inaugurale (ed in quello di domani, venerdì 3) dedicato alla tecnica del suono applicata al cinema, sarà Filippo Porcari, tecnico e docente di Suono nel Cinema nei diversi istituti di formazione, tra cui la Cineteca nazionale di Bologna, la Scuola nazionale di cinema, il Dams Roma Tre e l'Istituto per la cinematografia Rossellini; tra le sue collaborazioni si contano quelle con Mario Monicelli, Lina Wertmuller, Silvio Soldini, Marco Bellocchio, Ferzan Özpetek e Gillo Pontecorvo.

La giornata prosegue al Cinema Odissea, dove, alle 16, prende il via una lunga serie di proiezioni. Dopo la prima nazionale di sabato a Carloforte, si replica l'omaggio ad Armando Trovajoli, nel centenario della nascita, con il bel documentario di Mario Canale ed Annarosa Morri, che ripercorre la lunga carriera del pianista e compositore, nato a Roma il 2 settembre 1917 e scomparso quattro anni fa, attraverso le sue interviste, i ricordi, le musiche, le canzoni, le immagini di alcuni dei film e delle commedie musicali di cui aveva composto le musiche. Una carriera costellata di incontri e sodalizi importanti, come quello con uno dei più grandi pianisti del Novecento, Arturo Benedetti Michelangeli, ma anche con registi come Vittorio De Sica ed Ettore Scola, cui rimarrà legato tutta la vita e del quale ha musicato quasi l'intera filmografia. Nel documentario si parla anche dell'incontro con Garinei e Giovannini, che lo portarono verso la commedia musicale, i grandi successi di “Rugantino”, con la straordinaria “Roma nun fa' la stupida stasera”, “Aggiungi un posto a tavola”, “Ciao Rudy” e le canzoni cantate da Marcello Mastroianni, che Trovajoli esegue al pianoforte.

Altri temi ed immagini nel prosieguo del pomeriggio, al Cinema Odissea, alle 17.30, si proietta il cortometraggio “L'incontro”, storia di Amin, un 16enne marocchino cresciuto in Italia con un grande talento per il pugilato, nella cui vita di adolescente si inserisce la lotta per ottenere la cittadinanza. Presentato quest'anno alla Mostra del cinema di Venezia, all'interno della sezione Migrarti, il film sarà seguito da un incontro con i registi Michele Mellara ed Alessandro Rossi, e con l'autore delle musiche Beppe Tranquillino, proposto in collaborazione con il festival Pazza Idea. Il tema dell'integrazione dei cittadini stranieri in Italia torna anche nell'appuntamento successivo: alle 18, si proietta “Che fine faranno–Lettera aperta al Presidente della Repubblica”, un cortometraggio diretto da Giovanna Taviani e Davide Gambino, con musiche di Giuliano Taviani, in cui si narra l'incontro degli studenti di Enna con alcuni ragazzi giunti in Italia come minori non accompagnati ed ospitati nei Centri di accoglienza di Pergusa e di Aidone. Realizzato dal Comune di Enna e dalle scuole medie e superiori del territorio, il film chiede una risposta al grande quesito relativo alle storie personali delle migliaia di minori non accompagnati che tutti gli anni arrivano in Italia con la speranza di poter cambiare il loro destino. Presentato in anteprima all'11esima edizione del Salina doc fest il 30 giugno, il corto (ancora inedito) sarà presentato dall'autrice Giovanna Taviani.

Ultimo film in visione per il pomeriggio di giovedì, alle 18.30, “Babylon Sisters”, per la regia di Gigi Roccati con musiche di Peppe Voltarelli. Liberamente ispirato al romanzo “Amiche per la pelle”, della scrittrice indiana Laila Wadia, il lungometraggio (85') prende il titolo dalla sorellanza di un gruppo di donne di diverse etnie, che si uniscono nella lotta per la casa e finiscono per aprire una scuola di danza. Un film che «parla di nuove cittadinanze, e di persone che si uniscono per difendere i propri diritti e riscoprono la solidarietà e l’amicizia, proprio nella condivisione della sorte, con l'ironia e la gioia del vivere», come scrive nelle sue note di regia Roccati, che al termine della proiezione sarà intervistato insieme ad una delle protagoniste, Nav Gothra, dal musicologo e compositore Riccardo Giagni, conduttore “storico” degli incontri con gli ospiti di Creuza de Mà. In serata, microfoni e riflettori si trasferiscono all'Auditorium del Conservatorio per un nuovo capitolo di Silent movie, l'ideale sezione del festival dedicata alla sonorizzazione dal vivo di vecchie pellicole del cinema muto: sul palco, a partire dalle 21.15, il pianista e compositore Daniele Furlati, specializzato in musica per il cinema e collaboratore della Cineteca di Bologna, che accompagnerà con il suo pianoforte la proiezione di “Nosferatu”, il film di Wilhelm Murnau, recentemente restaurato. Liberamente ispirata al noto romanzo dell'irlandese Bram Stoker, la pellicola, datata 1922, si colloca nell'ambito dell'espressionismo ed è considerata il capolavoro del regista tedesco.

Nella foto: Armando Trovajoli
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