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Marco Di Gangi 8 novembre 2017
L'opinione di Marco Di Gangi
Arancini siciliani e incognite algheresi


Le recenti elezioni regionali siciliane hanno fatto riemergere un elementare concetto che, soprattutto in politica, è incontrovertibile: uniti si vince, divisi si perde. Il centrodestra, che ha fatto la scelta di convergere sul candidato alla presidenza della Regione Sicilia Nello Musumeci vince le elezioni ed amministrerà il parlamento siciliano per la prossima legislatura. Il centro sinistra che si è presentato diviso perde inesorabilmente. La cena di Catania, dove è stato siglato il cosiddetto “patto degli arancini”, ha visto allo stesso tavolo Berlusconi, Salvini e Meloni e anche servita, probabilmente, per gettare le basi del percorso per vincere le elezioni politiche del 2018. Cambiando isola e contesto arriviamo ad Alghero dove giusto un paio di giorni fa è stata presentata dal sindaco Mario Bruno la nuova Giunta Municipale che, nelle intenzioni, dovrebbe essere lo strumento per rilanciare l’azione politica della traballante ed incerta maggioranza per i prossimi 20 mesi.

Rimangono però i distinguo con il principale partito del centro sinistra, il PD, che ufficialmente non entra in maggioranza, pur se tra i nuovi assessori c’è un suo iscritto, ma soprattutto rimangono da affrontare tutte le principali scelte per le quali Mario Bruno è stato eletto sindaco. Saranno i fatti e la qualità dell’azione amministrativa ad attestare o meno se sia stato meglio far proseguire questa esperienza amministrativa piuttosto che affidare ad un commissario il governo della città. Alla luce di queste valutazioni, ma soprattutto di fronte all’esigenza di ricostruire l’unità, voglio riproporre una riflessione che feci a fine settembre e che oggi ritorna di grande attualità: le opposizioni, ed i partiti di centro destra in particolare, oggi più che mai, hanno un preciso dovere: proporre alla città, agli algheresi un progetto alternativo a quello ampiamente fallimentare dell’attuale amministrazione.

E’ un preciso dovere cui chi intende fare politica non può sottrarsi e prescinde anche dalle scadenze elettorali: quello di rappresentare degnamente gli interessi della propria collettività. Questo implica che i partiti e i movimenti che ritengono di essere alternativi al centro sinistra debbano rompere gli indugi per mettersi a lavorare alla messa a punto di un progetto comune, ad una proposta di buona amministrazione della città, che valorizzi pienamente tutte le sue vocazioni e potenzialità, capace di ridare agli algheresi un futuro fatto di benessere. I tempi sono maturi per dare l’avvio a questo percorso che deve partire da una dichiarata volontà: quella di voler stare insieme e condividerne le ragioni e da un preciso impegno: dare concretamente il proprio contributo alla realizzazione del progetto per Alghero.

*Vice coordinatore regionale di Energie per l’Italia, Presidente di Azione Alghero
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